31 maggio 2022 ore: 12:37
Disabilità

Sotto gli occhi di un uomo che non si muove e non parla

di Michela Trigari
Un adulterio e un marito semiparalizzato e afasico. In “Trastulli di animali” (Feltrinelli) Yukio Mishima torna al suo tema ricorrente: il legame fra sensualità e violenza
libro Trastulli di animali

«Quando lo incontrerai capirai anche tu: non può far più niente senza di me». Yuko è una moglie che accudisce il marito semiparalizzato e afasico. Koji, invece, è un giovane appena uscito dal carcere dopo aver scontato una condanna proprio per aver ridotto l’uomo in quelle condizioni, a causa del sentimento che provava verso la donna. Ora vivono tutti e tre sotto lo stesso tetto, in un equilibrio apparente. In realtà, i due amanti sono ossessionati dalla presenza silenziosa e rassegnata del marito: non sopportano il sospetto che lui sia a conoscenza della loro relazione proibita. Sullo sfondo ci sono una natura idilliaca, tra le spiagge e le pinete della penisola di Izu, i sensi di colpa, un segreto desiderio di espiazione e di morte. Fino all’epilogo finale, a compimento di questa volontà. Pseudonimo di Hiraoka Kimitake (1925-1970), Yukio Mishima ha centrato i suoi romanzi sulla dicotomia fra i valori della tradizione giapponese e l’aridità spirituale del mondo contemporaneo. Nelle sue opere si ritrovano ricorrenti il mito della forza, l’erotismo, il legame inscindibile fra sensualità e violenza. Come in “Trastulli di animali”, uscito nel 1961, pubblicato per la prima volta in Italia da Feltrinelli nel 1983 e oggi riedito.

(La recensione è tratta dal numero di aprile di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

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