20 luglio 2018 ore: 15:40
Non profit

Terremoto: una mostra d’arte sacra per le opere salvate dal sisma

Si inaugura domenica a Rotella (Ap) nel più piccolo dei Musei Sistini piceni, la mostra che raccoglie una quindicina di opere strappate alla violenza del terremoto e che propone un percorso che parte dal 1200 per arrivare al 1600. Mons. Catani: "Questa piccola ma potente mostra è un esempio di come noi siamo ancora in piedi"
Mostra di arte sacra, terremoto 1

ROTELLA (AP) – Quindici opere d’arte sacra di altissimo valore, strappate alla violenza del terremoto all’interno di musei e chiese martoriate dal sisma del 2016, torneranno alla luce dal 22 luglio al 30 settembre nel più piccolo museo Sistino del piceno, a Rotella, in provincia di Ascoli: a coronare il progetto, il forte impegno dei Musei Sistini e dell’amministrazione locale e l’inaspettato impulso economico arrivato dalle imprese private che si sono strette intorno all’evento per inviare all’esterno un messaggio chiaro: siamo ancora in piedi. Si intitola “Opere d’arte salvate dal terremoto – da Camerino e dalle terre Sistine” la mostra presentata questa mattina nel comune di San Benedetto del Tronto e che verrà inaugurata domenica nel piccolo centro montano, tra i più caratteristici della provincia.

Mostra di arte sacra, terremoto 1

“Organizzare una mostra con le opere salvate dal terremoto – racconta il sindaco di Rotella, Giovanni Borraccini - per noi è stata una vera sfida perché mettere insieme tutti questi tesori provenienti dai comuni del cratere per un comune piccolo come il nostro all’inizio sembrava impossibile. E invece ci siamo riusciti, grazie al lavoro svolto insieme alla direttrice dei Musei Sistini, Paola Di Girolami, al presidente, mons. Vincenzo Catani e al forte aiuto arrivato dalle imprese private che hanno coperto tutte le spese: senza il loro contributo oggi non saremmo qui a presentare la mostra”.
“Le opere che andiamo ad esporre – prosegue il sindaco - erano conservate in diversi musei ma non più visibili al pubblico e destinate a rimanere tali per molto tempo. Averle ‘riportate alla luce’ per noi è motivo di pregio. Un’altra ragione che ci ha spinto a realizzare questa mostra è l’occasione di valorizzare i piccoli centri che dal punto di vista culturale, ambientale e turistico non hanno nulla da invidiare a luoghi più blasonati e conosciuti. Anche in questi piccoli borghi ci sono opere e tesori che vale la pena visitare e scoprire, rilanciando, nel contempo, la realtà che li ospita. Non ultimo, questo progetto ha lo scopo di mantenere viva l’attenzione sul terremoto: sono passati due anni e l’attenzione dell’opinione pubblica si sta affievolendo, come è normale che sia. Con questa mostra vogliamo rinvigorirla perché molto è stato fatto ma molto c’è ancora da fare per tornare alla normalità. I visitatori potranno ammirare opere molto importanti, alcune anche danneggiate dall’evento sismico che abbiamo voluto esporre lo stesso per dare la possibilità di prendere visione dello sforzo che si sta facendo”.

“Questa mostra è nata da una mia visita alla zona rossa di Camerino – spiega Paola Di Girolami, direttrice dei Musei Sistini del Piceno – la ricordo come una visita agghiacciante perché avevo trovato una città morta, chiusa. Ero accompagnata dal sindaco, un sindaco che non aveva più una città, né i suoi abitanti. Eravamo ad un convegno, sono stata colpita dal suo intervento e nei giorni successivi l’ho chiamato. E’ nata così una collaborazione pressoché immediata, anche con la direttrice della pinacoteca, con l’intento di fare qualcosa insieme. Per questa mostra il comune di Camerino ci ha dato due tavole del 1400 con fondo oro, molto preziose e delicatissime: un atto di fiducia del sindaco verso la nostra piccola realtà museale. Si tratta di una Madonna con Bambino di Arcangelo di Cola e di una Crocifissione con i Dolenti del Maestro di Gallionvecchio. Dopo Camerino è arrivata l’adesione anche da Loro Piceno con l’opera L’educazione della Vergine di Martino Bonfini, pittore che troviamo anche nelle due opere arrivate dal Museo vescovile di Ripatransone. Tanto che, particolarità della mostra, si è creato un nucleo di sette opere pressoché inedite di questo artista a cavallo tra il ‘500 e il ‘600 i cui capolavori sono stati distrutti dal terremoto: la chiesa di Santa Maria in Pantano, completamente rasa al suolo, era stata affrescata da lui e il Santuario dell’Ambro era pure stato dipinto da lui. Per questo, avere a Rotella le sue opere inedite è, soprattutto in questo momento, molto significativo. Il percorso espositivo prevede opere che partono dal 1200 per arrivare al 1600”.

Mostra di arte sacra, terremoto 2

“Domenica – spiega Paola Di Girolami – usciremo con il catalogo della mostra che è stato pubblicato dalla casa editrice Nardini di Firenze che ha salutato con entusiasmo il nostro progetto editoriale e sposato immediatamente l’iniziativa. E poi ci sono gli sponsor, che hanno giocato un ruolo fondamentale. Come Museo Sistino noi abbiamo avuto l’idea, l’amministrazione l’ha appoggiata a piene mani mentre il sindaco Borraccini, in particolare, è riuscito a coinvolgere il territorio in maniera esemplare”.

L’evento coinvolge tutte le Marche del sud con opere che provengono da tre province, Ascoli, Fermo e Macerata e 8 comuni. “Il terremoto ha mosso anime, cuori, sentimenti, ha mosso la terra, chiaramente. Ma anche una specie di solidarietà e attenzione maggiore al nostro territorio ferito – racconta Monsignor Vincenzo Catani, presidente dei Musei Sistini del Piceno -. Nonostante le ferite tremende che ci porteremo avanti per almeno una decina di anni, non siamo rimasti con le mani in mano e abbiamo dato subito a noi stessi quel coraggio che ci vuole. Questa piccola ma potente mostra ne è un esempio. Sì, il terremoto ci ha buttato a terra, qualche volta materialmente. Ma spiritualmente e culturalmente siamo ancora in piedi”.

La mostra resterà aperta al Museo d’Arte Sacra ‘Ciccolini’ fino al 30 settembre dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. (Teresa Valiani)

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