9 ottobre 2020 ore: 08:00
Disabilità

“Sole tra i palazzi”: assistenti sociali e “assistite” si raccontano in un minuto

di Chiara Ludovisi
Ideata e promossa da due assistenti sociali del 5° municipio di Roma per “raccontare il bello che incontriamo nel nostro lavoro”, l'iniziativa ha preso il via con il lancio del “trailer”. Da sabato 10, saranno pubblicate, due a settimana, le video interviste. Il 25 novembre il cortometraggio. Obiettivo: mostrare “l'umanità del nostro lavoro, che non è solo fascicoli e burocrazia”
mani di donna_Sole tra i palazzi

ROMA – L'idea è nata durante un viaggio sull'Aurelia, poco prima che la pandemia catturasse il mondo nella sua morsa, immobilizzandolo per mesi. “Durante quell'ora e mezza di auto da Roma al carcere di Civitavecchia, dove quel giorno dovevamo lavorare, abbiamo iniziato a parlare del nostro lavoro, a domandarci l'un l'altra se ancora ci piacesse come quando lo avevamo scelto, tanti anni prima. La risposta è stata sì, perché è un lavoro che ci fa incontrare tanta bellezza, anche nel dolore e nella marginalità”. Il lavoro è quello dell'assistente sociale. E assistenti sociali sono le due donne che quel giorno chiacchieravano in auto: Ilaria Schiaffino e Barbara Tirelli. E' Ilaria a raccontarci come nacque l'idea di un progetto che mostrasse chi assiste e chi è assistito, che ne narrasse le storie, anche se solo con qualche flash, che facesse vedere ciò che normalmente non si vede: le vite delle donne tra i palazzi e dentro le abitazioni, donne in difficoltà e altre donne che, al loro fianco, le aiutano a superarle. “Storie di donne che esercitano il diritto di essere aiutate dai servizi sociali e storie di assistenti sociali in prima linea. Storie di alleanze”, come si legge nella presentazione del video di lancio del progetto, pubblicato ieri sulle pagine Facebook e Instagram dell'associazione di promozione sociale Snodo Mandrione Aps.

Il progetto si chiama “Sole tra i palazzi” ed è nato quel giorno in auto, dalla riflessioni delle due assistenti sociali: “Ci siamo rese conto che la bellezza che incontriamo nel nostro lavoro, ce la teniamo tutta noi, non ci sono occasioni per mostrarla agli altri – ci racconta Ilaria – Sui servizi sociali la comunicazione è sempre tecnica, burocratica, mentre non si parla mai delle storie in cui ci troviamo a entrare noi assistenti sociali: storie di dolore, ma anche storie belle e che vanno bene, perché spesso il successo arriva anche nella tragedia. Abbiamo deciso di cercare una strada per raccontare queste storie”.

Barbara e Ilaria lavorano entrambe nell'area “Minori”, quella in cui forse è più facile incontrare donne, per lo più mamme, disposte a raccontare la propria esperienza: “Abbiamo proposto alle colleghe la nostra idea e quasi tutte hanno reagito con entusiasmo. Lo stesso entusiasmo abbiamo trovato tra le 'utenti' a cui abbiamo chiesto di raccontarsi. Qualcuna ha preferito non mostrare il volto, ma nessuna si è tirata indietro. Anzi, quelle che si sono rese disponibili sono anche di più di quelle che poi abbiamo intervistato: con alcune non è stato possibile organizzarsi, ma non escludiamo una seconda edizione. Sono tutte storie raccolte nell'ambito dei minori, quindi tutte mamme o figlie. Non tutte sono straniere, guardando il trailer non riuscirete sempre a distinguere le assistenti dalle assistite. E questo è il bello”.

Le interviste, che saranno pubblicate sui canali social di Snodo a partire da sabato 10 – due video a settimana – parlano del lavoro di chi assiste e delle difficoltà di chi è assistito, “senza mai andare sul tecnico – precisa Ilaria – A noi assistenti viene chiesto perché facciamo questo lavoro, se consigliamo ad altri di farlo, cosa ci ha spinto a sceglierlo e cosa ci spinge oggi a continuare. Alle donne si chiede di condividere la loro storia, i problemi che hanno avuto e il modo in cui sono state aiutate a risolverle. Sono storie diverse, dalla mamma del ragazzo alla madre adottante, dalla donna rom alla donna vittima di violenza. “La violenza è un'esperienza comune a molte delle donne assistite, ma non tutte ne parlano. Sappiamo che le donne in situazione di marginalità sono ancora più esposte a questo pericolo e per questo avevamo deciso che questo sarebbe stato il tema centrale della giornata di condivisione finale, che avevamo immaginato come conclusione del progetto. Poi è arrivato il Covid e abbiamo dovuto rinunciare a questo momento d'incontro e presentazione. I video saranno lanciati sui social: le video interviste a partire da sabato 10, due volte a settimana; il cortometraggio di 20 minuti il 25 novembre. Poi lo proporremo a festival e rassegne, perché queste storie d'incontro, solidarietà e resistenza, nate durante un viaggio, possano crescere viaggiando”.

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