12 settembre 2020 ore: 10:00
Famiglia

Bambini in attesa di famiglia, Alfredo cerca casa

di Antonella Patete
Ha 13 anni e un autismo ad alto funzionamento. Ma è bravo a scuola e ha senso dell’ironia. E ora cerca una famiglia adottiva o affidataria perché non riesce più a vivere in comunità. Un nuovo appello della rete delle MammeMatte
MammeMatte, logo

ROMA – Alfredo (nome di fantasia) ha 13 anni e ha trascorso quasi la metà della sua vita in una comunità del Lazio. Quando era piccolo viveva con la mamma e i nonni materni. La nonna era la colonna portante, la roccia che riusciva a tenere unita la famiglia nonostante le difficoltà. Sua madre, infatti, ha un grave ritardo cognitivo e non riusciva a essere una mamma attenta e amorevole. Quando è morta la nonna, i problemi si sono acuiti ed è stato necessario allontanarlo da casa per portarlo in comunità. Alfredo però vuole una famiglia, anche se la sua diagnosi spaventa: spettro autistico ad alto funzionamento. Per lui l’associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini (più conosciuta come La Rete delle MammeMatte) lancia un appello sul web: il tribunale ci ha dato l’incarico di trovare una famiglia affidataria, disponibile a un’eventuale adozione. Famiglie tradizionali, singoli, coppie etero e non: tutti possono fare richiesta purché opportunamente formati.

Alfredo: l’autismo non è un limite

Chi è esattamente Alfredo, ce lo spiegano le MammeMatte: “È un ragazzino simpatico, carino, in grado di cogliere l'ironia e anche di essere autoironico. Ma è anche diligente e bravo a scuola, eccellendo in alcune materie. È vero, ha le sue stranezze (ma chi non le ha!) – proseguono le MammeMatte: – certe volte è un po’ ripetitivo, non ama essere abbracciato forte e, se lo fa, risulta goffo e impacciato, ma fa sentire lo stesso il suo affetto in mille altri modi”. Insomma come la letteratura degli ultimi anni ci ha insegnato: con l’autismo ad alto funzionamento si può convivere, specie se lo si conosce, e Alfredo è davvero un bambino da scoprire.

Come diventare genitori affidatari

Ma quali sono i primi passi che un single o una coppia etero e omosessuale deve compiere per accogliere un bimbo in affido? Le tappe sono di solito le stesse, anche se il tempo che intercorre tra l’una e l’altra può variare da Comune a Comune. Il primo passo è recarsi nell’ufficio dei Servizi sociali del proprio Comune di residenza per chiedere informazioni su quando inizia il primo percorso formativo sull’affido. In caso i Servizi sociali del Comune non abbiano in calendario la programmazione di un percorso di formazione, è consigliabile rivolgersi a un Comune limitrofo. Poi, una volta trovato il Servizio che organizza il corso, segue un primo incontro conoscitivo. Dopo di che comincia l’attesa per iniziare il corso effettivo (il numero di incontri, tra individuali e di gruppo, può variare), che generalmente ha inizio dopo aver raggiunto un numero sufficiente di iscritti. Al termine del percorso, condotto da assistenti sociali, psicologi e professionisti del settore, seguirà la cosiddetta visita domiciliare e, subito dopo, un colloquio di restituzione dove viene dato un feedback del percorso fatto e la conferma (o meno) di essere stati inseriti, come famiglia affidataria, nel data base del proprio Comune. A questo punto si viene inseriti nella banca dati delle famiglie affidatarie, ma è possibile conoscere in modo sempre più approfondito il mondo dell’affido partecipando a eventi formativi e informativi e a Gruppi territoriali di famiglie affidatarie, all’interno dei quali è possibile ascoltare le testimonianze di chi ha già vissuto o sta vivendo un’esperienza di accoglienza.

Una rete per i bambini senza famiglia

Dal 2017 le MammeMatte sono riuscite e trovare una casa a 110 minori con bisogni speciali, facendo da ponte tra le famiglie e i tribunali. Si tratta di bambini definiti dagli stessi operatori come “difficilmente collocabili”, perché hanno dai 9 anni in su, hanno fratelli e sorelle, presentano gravi disabilità, sono istituzionalizzati da anni o sono vittime di maltrattamenti e abusi. Attualmente il progetto conta su una rete di 1.700 famiglie presenti sull’intero territorio nazionale. 

Per maggiori info su Alfredo e gli altri bambini in cerca di famiglia: www.affidiamoci.com e/o scrivere a karin@affidiamoci.com o a mamadallapartedeibambini@gmail.com. Telefono: 339.8322065 (Karin) o 331.7910854 (Emilia). Chiunque incontrasse difficoltà a iniziare una formazione presso i propri servizi di riferimento, può chiedere info a: percorsimama@gmail.com (Antonella Patete)

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