9 luglio 2020 ore: 14:45
Famiglia

Crisi economica e lavoro preoccupano più del Covid-19

Indagine del Forum delle associazione familiari su un campione di oltre mille famiglie. Il 71% ha difficoltà economiche e nei prossimi tre anni teme l'aumento della povertà. Al Governo chiedono assegno per ogni figlio e una riapertura certa e chiara delle scuole
Foto: Agenzia Dire padre e bambina a passeggio mano nella mano, famiglia

MILANO – Più che il virus, quel che ora preoccupa le famiglie italiane sono i problemi economici e la mancanza di lavoro. Il Forum delle Associazioni familiari insieme a Rcs Sfera Mediagroup ha condotto un'indagine con un questionario on line al quale hanno risposto oltre 12.500 famiglie, dalla quali è stato poi estrapolato un campione di 1.344 interviste, rappresentativo della popolazione. Ebbene, il 45% ha risposto che il Covid-19 sta causando loro problemi. In particolare, per il 71% si tratta di difficoltà economiche, mentre per il 52% riguardano il lavoro. Ma è poi il futuro che preoccupa. Il 49% prevede che la propria situazione peggiorerà, contro il 44% che pensa che rimarrà invariata e una minoranza del 7% che pensa che invece migliorerà. Idem per il lavoro: il 47% pessimista, il 45% non prevede variazioni, l'8% ottimista. Sorprende poi che per il 46% ci saranno peggioramenti anche nello svago e tempo libero, forse proprio come conseguenza che peggiorerà sia la situazione economica che lavorativa.

Le famiglie intervistate principalmente chiedono al Governo aiuti economici legati al numero di figli (61%) e una chiara e definitiva ripresa delle attività scolastiche (59%). Chiedono anche sostegni per il pagamento delle utenze domestiche (43%) e il congelamento dei mutui (37%). “L’indagine conferma che la stragrande maggioranza delle famiglie italiane sceglie la misura dell’assegno unico-universale per ogni figlio – sottolinea il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo – : un provvedimento efficace per restituire fiducia nel futuro ai nuclei familiari del nostro Paese. Lo spezzettamento dei contributi in bonus, incentivi, mancette non ha colto il gradimento delle famiglie. Mamme e papà vogliono qualcosa di diverso: più semplice, immediato, chiaro e facile da ottenere. È importante che il Governo, in vista della legge di Bilancio e del Recovery Fund, dia un segnale forte in tal senso. Inoltre, contrariamente a quanto paventato dai profeti di sventura, le famiglie hanno avuto giovamento dal periodo di quarantena forzata a casa, che si è rivelato essere un’opportunità per rinsaldare legami affettivi, genitoriali e di coppia e per favorire l’armonia familiare”.

La coabitazione forzata, infatti, ha rappresentato per il 31% degli intervistati un’occasione di consolidamento dei rapporti famigliari e solo per il 13% ha inciso negativamente. Per quanto riguarda i rapporti con i figli, il 48% afferma che durante il lockdown la convivenza in casa tutto il giorno ha inciso positivamente, il 40% sostiene che non abbia inciso e solo il 12% ha avuto un'esperienza negativa.

Il bombardamento mediatico sul Covid-19 è stata ed è la fonte primaria di stress per gli intervistati. Comunque nei prossimi tre anni le famiglie temono, più che il virus, il fallimento di aziende e settori (68%), l'aumento della povertà (65%), l'aumento del divario ricchi e poveri (50%), l'insostenibilità del debito pubblico (46%) e il rischio di tensioni sociali e rivolte (35%). (dp)

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