6 settembre 2020 ore: 10:00
Disabilità

Dal collegio all'aperto agli incontri con gli studenti disabili: buone prassi dalle scuole

di Chiara Ludovisi
Due dirigenti scolastici raccontano come stanno affrontano queste settimane, per garantire ai loro studenti di tornare in classe, in sicurezza ma senza paura. “Gli studenti disabili potranno venire già la prossima settimana, per riprendere familiarità”
scuola rientro

ROMA – Confusione, incertezza, ritardo, preoccupazione: non è soltanto questo, la scuola italiana che si prepara a ripartire. Per chi questo mestiere lo ama e lo svolge con passione, questo è anche il momento della sfida, della creatività, un'opportunità perfino per mettere in campo soluzioni nuove, rompendo gli schemi e allargando, insieme agli spazi fisici, anche quelli mentali. Certo, perché la nave non affondi, occorre che il capitano non l'abbandoni, ma affronti la burrasca a testa alta. E quello stanno facendo alcuni, probabilmente tanti dirigenti scolastici. Ne abbiamo contattati due, che ci sono stati segnalati sopratutto per l'attenzione particolare che stanno rivolgendo al ritorno a scuola degli alunni e degli studenti con disabilità.

"C'è voglia di ripartire, il primo giorno sarà emozionante"

Danilo Vicca dirige il Liceo Artistico romano Enzo Rossi; “Molti dicono che le scuole non sono pronte a ripartire, ma il vero motore per ripartire è la voglia di farlo – ci assicura - La scuola ha sofferto questo distacco prolungato che dura ormai da oltre sei mesi perciò, anche se con oggettive difficoltà, stiamo facendo il possibile per il rintocco della campanella del 14 settembre che sarà davvero emozionante”. L'estate è stata impegnativa, “da giugno ad oggi abbiamo seguito con molta adattabilità il mutare degli scenari. Ci siamo mossi tra monitoraggi, verifiche degli spazi e reperimento di ambienti ulteriori per l’attività didattica. Abbiamo più volte dovuto ridiscutere l’impianto organizzativo, alla luce delle indicazioni che via via venivano diramate”. Ora, ci sono gli ultimi preparativi: “Queste settimane sono davvero concitate: la data del 14 è ormai prossima e oltre alle inevitabili operazioni di allineamento dell’edificio alla normativa sulla sicurezza, c’è un grande lavoro che riguarda la progettazione della didattica, che necessariamente deve tornare al centro dell’interesse di tutti noi, dal momento che è sulla didattica che si fonda la qualità di ciò che facciamo”. Cosa accade, in questi giorni, dentro la scuola? “E' popolata di tecnici dell’ente locale, operatori di ditte che svolgono lavori sugli impianti, operai che movimentano arredi. Ci stiamo occupando della messa in sicurezza dell’edificio, mentre i docenti stanno organizzando le attività didattiche adeguandole ai nuovi scenari e ai nuovi ambienti di apprendimento, nella piena salvaguardia del valore del discorso educativo”. Rispetto al dato, diffuso da Save the Children, secondo cui il 68% delle famiglie non ha ricevuto, ad oggi, informazioni dalla scuola, “noi giornalmente stiamo fornendo le indicazioni sulla ripartenza, adottando una modalità di comunicazione bidirezionale: pubblichiamo costantemente sul sito documenti che permettano di approfondire gli aspetti, normativi e tecnici e contemporaneamente adottiamo una modalità di informazione più agevole in forma di opuscoli e faq per spiegare, via via, come ci stiamo organizzando. Inoltre abbiamo previsto una diretta streaming, l'11 settembre pomeriggio, alla quale tutti gli studenti e le famiglie potranno partecipare per ricevere informazioni e fare domande sul modo in cui faremo scuola. Sarà anche l’occasione per ricordare che contiamo molto sul loro imprescindibile supporto”. Particolare attenzione al tema dell'inclusione e quindi al rientro degli studenti con disabilità; “Stiamo lavorando da mesi per riprendere le fila di un discorso che si è bruscamente interrotto, anche se durante il lockdown abbiamo sempre garantito la nostra vicinanza. Le nostre attività adesso prevedono la presenza continua degli studenti con disabilità, ai quali è anche data la possibilità di fruire di modalità di didattica digitale integrata, su richiesta delle famiglie. Abbiamo infatti verificato che in alcuni casi l’integrazione digitale nella didattica ha anche abilitato processi di miglioramento nell’apprendimento, pertanto da questa nuova ricchezza possiamo trarre spunti per implementare metodologie inclusive. Il nostro impegno per gli studenti con disabilità riguarda anche l’attivazione di progetti sul territorio, che permettano di fare esperienze di ponte con il mondo del lavoro, dell'associazionismo, dei servizi alla comunità. L’obiettivo del nostro lavoro è quello di aprire prospettive di reale inclusione, anche oltre e dopo la scuola, perché il problema vero, credo, inizia quando la scuola finisce”.

“Passeggiate” dentro la scuola, per riprendere familiarità

Velia Ceccarelli è dirigente dell'Istituto comprensivo Salvo D'Acquisto a Cerveteri e dell'Ic Santa Marinella. “Dal punto di vista strutturale, siamo fortunati: abbiamo già tutti i banchi, ce ne mancano solo 54. Abbiamo realizzato una segnaletica personalizzata, quindi ben comprensibile anche dai bambini piccoli. E abbiamo riorganizzato gli spazi per permettere a tutti di tornare in classe”. Le vacanze? “Per me non sono esistite: ho preso quattro giorni di ferie. Per il resto, sempre qui, con i miei collaboratori, non abbiamo mai mollato. E dal 1 settembre hanno ripreso servizio anche gli insegnanti: tutti in presenza, dentro la scuola. Molti istituti stanno riorganizzando l'attività a distanza, ma per me è inconcepibile, non mi piace: stiamo a distanza l'uno dall'altro, ma lavoriamo insieme. Il Collegio dei docenti, martedì, lo abbiamo fatto all'aperto: rispettivamente, fuori dalla scuola di Cerveteri e al castello di Santa Severa!”. Tutti gli insegnanti hanno risposto all'appello? “Ho ricevuto due attestasti di fragilità, ma su questo le indicazioni del ministero sono vaghe: ho attivato il medico competente, perché faccia le verifiche previste. Poi, se confermerà la fragilità, dovrò capire come procedere per avere la sostituzione”.

Un'attenzione particolare viene ora rivolta agli alunni con disabilità; “Sappiamo benissimo che abbiano sofferto più degli altri per la didattica a distanza e il lockdown, quindi ora dobbiamo fare di tutto perché il rientro sia sereno e senza traumi. Per questo, la prossima settimana, dopo la riunione con i genitori dei nuovi iscritti, gli alunni con disabilità potranno entrare con la mamma o il papà e passeggiare dentro la scuola, per prendere familiarità con l'ambiente. Abbiamo pensato a questa opportunità sopratutto per i nuovi iscritti, ma accoglieremo con piacere anche altre richieste che dovessero arrivarci. Sappiamo di dover essere particolarmente attenti a rispondere alle esigenze degli studenti con maggiori difficoltà: proprio ora – ci racconta – sto andando a incontrare i genitori di un bambino ipovedente. Immagino che avranno qualcosa da chiedere e faremo tutto il possibile per rispondere positivamente”. Perché la campanella non soltanto suoni, il 14 settembre, ma suoni a festa.

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