17 settembre 2020 ore: 12:35
Disabilità

Scuola, la Corte europea condanna l’Italia per l’assistenza inadeguata a una minore con autismo

L’avvocato e segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, ha commentato la decisione della Corte: “È la storia di tante persone con disabilità che ogni giorno devono combattere per poter vedere erogato ciò che è un diritto”

ROMA - ”La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, con un’importante sentenza, ha segnato una tappa decisiva verso il rafforzamento dei diritti delle persone con disabilità nello scenario europeo ed internazionale”. Così l’avvocato e segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, ha commentato la decisione della Cedu di condannare l’Italia per non aver fornito un’assistenza scolastica adeguata ad una minore, affetta da un forma di autismo, nei primi anni della scuola primaria.
In particolare, la Corte di Strasburgo ha accertato la violazione dell’articolo 14, il divieto di discriminazione, e dell’articolo 2 del Protocollo Addizionale n. 1,  il diritto all’istruzione, rilevando il carattere discriminatorio dell’omessa assistenza. La Cedu ha voluto inoltre sottolineare che non soltanto l’assistenza scolastica invocata dalla ragazzina le sarebbe spettata di diritto, in accordo con le disposizioni normative vigenti, ma anche che le gravi conseguenze che si producono ai danni di una minore nei primi e fondamentali anni di scuola primaria.

Proprio nei giorni in cui in Italia è vivo il dibattito sulla riapertura delle scuole dopo il lockdown, il segnale della Corte è forte. “È la storia di tante persone con disabilità che ogni giorno devono combattere per poter vedere erogato ciò che è un diritto.  – spiega l’avvocato Filomena Gallo – Sono anni che con l’Associazione Luca Coscioni agiamo contro ogni forma di discriminazione in virtù della legge 67/2006. La decisione assume maggiore rilievo e ha valenza diversa poiché in tempi difficili della pandemia, l’assistenza, l’inclusione per le persone con disabilità rappresenta una questione di emergenza nell’emergenza”.
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