12 settembre 2020 ore: 11:00
Disabilità

Scuola, verso la riapertura: "Ci barcameniamo tra le esigenze di tutti"

di Chiara Capuani
Al liceo Tacito di Roma, stanno terminando gli ultimi lavori: lunedì si inizia, a turni alternati, metà classe a distanza. A Cerveteri e Santa Marinella, nell'Istituto comprensivo "è una corsa contro il tempo. Abbiamo lavorato tutta l'estate, ma non siamo stati aiutati dallo Stato. Lunedì mancheranno alcuni insegnanti di sostegno"
scuola banco con gel

ROMA – Una serie di frecce rosse accoglie i visitatori all’ingresso del Liceo Classico "Tacito" nel quartiere Prati. Sono operai, mi spiegano in portineria, giunti a terminare gli ultimi lavori prima della riapertura di lunedì. Per terra, rettangoli rossi si intervallano alle frecce, tutti con l’identica scritta sopra: “Rispettare la distanza di sicurezza di un metro”. A meno di quarantotto ore dal suono della campanella, nelle scuole di Roma fervono gli ultimi preparativi, piccoli e grandi ritocchi, necessari affinché questa riapertura, così attesa e così temuta, possa svolgersi senza problemi.

“I lavori hanno richiesto tempo”, racconta la vicepreside del Liceo Tacito, Lia Gentile. “Il cambio di presidenza, proprio quest’anno, non ha aiutato ma ora siamo pronti a ripartire in sicurezza”. Per garantirla, questa sicurezza, il metodo adottato sarà quello della frequenza alternata, con metà classe in presenza e l’altra metà che seguirà le lezioni da casa. “Era l’unico modo per garantire che le misure imposte dal governo venissero rispettate”, prosegue Gentile. “Gli spazi a nostra disposizione sono quelli che sono, abbiamo creato due nuovi ingressi alla struttura scolastica, oltre a quello principale, in modo da facilitare l’accesso alle aule, i dispenser di gel igienizzante sono stati posizionati in tutte gli ambienti e le divisioni dei gruppi classe comunicate con largo anticipo agli studenti”.

Particolare attenzione, la direzione del Tacito l’ha dedicata agli studenti con disabilità, che potranno scegliere se frequentare da casa oppure sempre in presenza. “Abbiamo parlato con le famiglie affinché potessero decidere a seconda delle loro esigenze”.

Ma garantire anche agli studenti con disabilità un rientro in sicurezza non è stato facile. “Una corsa contro il tempo”, racconta Velia Ceccarelli, Preside dell’Istituto comprensivo Salvo D’Acquisto a Cerveteri e dell’istituto comprensivo Santa Marinella. “Lunedì, nonostante il nostro impegno, alcuni alunni con disabilità entreranno in classe senza l’insegnante di sostegno”. Un grido d’allarme che va ad aggiungersi a tutta una serie di problematiche che hanno riguardato le direttive ministeriali in merito alle riaperture, che la Ceccarelli definisce “fumose”.

“Abbiamo lavorato instancabilmente tutta l’estate per garantire ai nostri alunni un rientro in sicurezza. Ma non siamo stati aiutati dallo Stato. Il ministero non ci ha fornito la segnaletica necessaria e abbiamo dovuto provvedere noi alla sanificazione degli stabili. A poche ore dal rientro mancano i collaboratori scolastici e, le mascherine che ci sono state inviate, basteranno solo per il primo giorno di scuola. Per garantire l’accesso alle aule in sicurezza abbiamo dovuto ampliare gli ingressi e scaglionare gli arrivi degli studenti, barcamenandoci tra le esigenze di tutti, comprese quelle di quei genitori che, per motivi lavorativi, non riescono ad accompagnare i figli a scuola in tempo per il turno d’ingresso”.

Come in altre regioni d’Italia, anche nel Lazio si è fatta strada l’ipotesi di rinvio delle riaperture, confermata poi durante una videoconferenza fra Regione Lazio, Anci e sindaci, da cui è emersa la possibilità di una riapertura fissata per il 24 settembre. L’ipotesi della deroga è stata accolta da molte amministrazioni, che hanno quindi preferito rinviare l’inizio delle lezioni a dopo le elezioni. “Ma i ragazzi, dopo sette mesi, hanno il diritto di tornare a scuola”, conclude la preside Ceccarelli. “In tutta sicurezza e il prima possibile”. La campanella, dunque, suonerà lunedì per molti studenti. Con la speranza che quel suono, tanto amato quanto odiato, segni l’inizio di un anno scolastico in cui l’istruzione possa avere la meglio sul virus.

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