10 febbraio 2015 ore: 15:42
Giustizia

"Stop allo stalking", un corso e un video per prevenire la violenza sulle donne

Un video su una donna vittima di stalking, un corso su come riconoscere la violenza e le testimonianze di donne delle istituzioni e del mondo della cultura. È il dvd “Stop allo stalking” nato dalla collaborazione tra la Casa delle donne di Bologna e il produttore Mauro Baldanza
Stop Stalking - pagina progetto Bologna
Stop Stalking - pagina progetto Bologna

BOLOGNA – Un film, un corso e diverse testimonianze raccolti in un unico dvd per denunciare, insegnare e raccontare che la violenza sulle donne è una barbarie che va combattuta attraverso la cultura. È il progetto “Stop allo stalking” realizzato dalla Casa delle Donne di Bologna e dal produttore Mauro Baldanza con la collaborazione del Comune, della Regione Emilia-Romagna e della Polizia. Un percorso video diviso in tre diverse tappe. Si parte da un cortometraggio di 18 minuti in cui il regista Ruggero Deodato racconta la storia di una donna vittima di uno stalker. La prima scena è una sala d’aspetto, poi un flashback svela le vicissitudini di questa mamma: la morte del marito, una figlia piccola da crescere, la scoperta dei social network per chattare con amici e tenersi in contatto, l’incontro con un vecchio spasimante. La serenità sembra tornare nella sua vita, ma ben presto quel vecchio spasimante si trasforma in un mostro che la perseguita. La paura che cresce, il timore che qualcosa possa accadere a sua figlia, l’invasione della propria vita privata, per arrivare a un finale liberatorio che porta lo spettatore a riflettere.

Nella seconda parte del dvd c’è un corso in cui due esperti spiegano non solo la legge sullo stalking, ma anche in che modo riconoscere atteggiamenti e comportamenti violenti, come prevenirli e cosa fare in caso ci si trovasse di fronte a uno stalker. Nell’ultima parte invece ci sono una serie di testimonianze da parte di alcune donne delle istituzioni e della cultura che spiegano come si è arrivati alla formazione della legge, quanto è importante comunicare e far conoscere il problema e quanto la scuola debba essere il propulsore per il cambiamento di vecchi stereotipi. “Questo progetto è nato 3 anni fa quando Mauro Baldanza si è presentato da noi con l’idea di realizzare un percorso multimediale – dice Angela Romanin della Casa delle Donne di Bologna – Su questo tema bisogna mantenere alta l’attenzione e continuare a realizzare progetti di sensibilizzazione. Sempre più donne si rivolgono ai centri antiviolenza, segno che qualcosa sta cambiando. Ma non è abbastanza. Bisogna eliminare la violenza di genere e per farlo occorre insegnare a riconoscerla e combatterla”.

Sotto le Due Torri sono molte le strutture, gestite dalla Casa delle donne, in cui le vittime di violenza trovano rifugio, a cui si aggiungerà un appartamento confiscato alla mafia che sarà utilizzato per gli uffici dell’associazione. Nei 3 appartamenti protetti, quello di prima accoglienza e nei 9 mini alloggi le donne che scappano da partner violenti provano a ricostruirsi una vita e a lasciarsi alle spalle anni di abusi e maltrattamenti. “In Emilia-Romagna il 38,2 per cento delle donne tra i 16 e i 70 anni è stata vittima di violenza fisica o sessuale nel corso della sua vita (dati Istat 2006) – spiega Romanin – Un dato più alto rispetto a quello nazionale che è del 31,9 per cento”. Una parte del ricavato della vendita del dvd andrà alla Casa delle donne per sostenere gli altri progetti e le strutture dell’associazione. “A breve dovremmo rinnovare la convenzione con l’amministrazione comunale che è scaduta a dicembre”, conclude Romanin. (Dino Collazzo)

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