“Troppo ricchi” i poveri di Milano: non assegnate il 60% delle social card
MILANO – "Il 60% di quanto doveva essere stanziato per la nuova social card è rimasto a Roma". L'assessore alle Politiche sociali del comune di Milano Pierfrancesco Majorino torna sulla sperimentazione della carta acquisti per famiglie povere. I criteri "troppo stringenti" (così li ha definiti l'assessore), scelti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l'erogazione della carta, hanno escluso circa 900 persone nel comune di Milano. “Troppo ricche” per poter beneficiare della nuova social card. Tra i requisiti necessari, infatti, c'era un Isee inferiore o uguale a 3 mila euro, un patrimonio mobiliare inferiore a 8 mila euro e un valore complessivo di altri aiuti economici o previdenziali non superiori a 600 euro mensili. La fascia di popolazione coinvolta, quindi, era limitata solo alla povertà estrema. La social card era pensata per 1.500 nuclei, è stata assegnata solo a 666. "Chiediamo per questo di coinvolgere direttamente i comuni, senza passare dall'Inps – aggiunge l'assessore -. I comuni saprebbero immediatamente in che modo spendere questo fondo". Per Milano, il suo ammontare totale è di 5,5 milioni di euro. Secondo Majorino, il Governo Monti, l'esecutivo che ha introdotto la nuova carta, "si è fatto un autogol" affidandone la gestione all'Inps invece che alle amministrazioni locali. (lb)