4 novembre 2016 ore: 13:33
Disabilità

Accertamento e verifica della disabilità, ecco i nove punti critici

Il primo gruppo di lavoro dell'Osservatorio nazionale individua le principali criticità che caratterizzano l'attuale percorso: frammentazione dei percorsi, dispersione delle risorse, inefficacia delle modalità di valutazione, costi di gestione e tempi di attesa i primi problemi da risolvere. Tra le proposte, l'unificazione di tutti i momenti valutativi e la separazione dei percorsi per gli anziani
Disabilità. Donna affetta da Sla in carrozzina - SITO NUOVO

ROMA - Ridisegnare un percorso di accertamento dell'invalidità che sia efficace e sostenibile, ma soprattutto che tuteli i diritti dei cittadini disabili e garantisca la qualità del sistema di protezione sociale: è questo l'obiettivo che si pone, all'interno dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, il gruppo di lavoro n.1 “ Riconoscimento della condizione di disabilità e valutazione multidimensionale finalizzata a sostenere il sistema di accesso e la progettazione personalizzata”. A questo scopo, il gruppo ha preso in esame l'attuale percorso di riconoscimento e verifica, segnalando le principali criticità nel documento “Percorsi per la revisione del sistema di accesso, valutazione e certificazione della condizione di disabilità”, da poco pubblicato. Ed ecco, in sintesi, le 9 criticità individuate.

Frammentazione e separazione dei percorsi. Attualmente Italia esistono due modalità e due percorsi di accertamento (“handicap” e invalidità, sordità e cecità civile), a cui se ne aggiungono altri, quali quello relativo alla legge 68/1999, quello richiesto per la condizione di alunno con handicap (premessa alla successiva definizione del PEI), quello attivati a livello regionale per la “non autosufficienza”. Una frammentazione di procedure e status che, per l'Osservatorio, deve essere superata.

Modalità di valutazione e accertamento superate. Le attuali modalità superate e inefficaci :mentre per le minorazioni civili è previsto un articolato sistema di valutazione tabellare , per la condizione di handicap è del tutto assente una criteriologia condivisa che consenta con nettezza di individuare la condizione cosiddetta di“gravità”. Su questo, per l'Osservatorio, occorre lavorare

Inefficacia in termini progettuali. Il complesso sistema di gestione degli accertamenti e i suoi esiti sono inefficaci e superflui ai fini della progettazione individuale, ma anche, più banalmente, per l’accesso a prestazioni garantite a livello regionale

Costi di gestione. I verbali di invalidità e di handicap sono ancora in parte emessi in prima istanza dalle Commissioni Asl integrate dal medico Inps (5/6 componenti) e poi verificati da omogenee Commissioni Inps. In termini di spesa complessiva e di impegno di risorse professionali, questo sistema implica un costo decisamente altro, a cui si aggiunge quello delle verifiche a campione e dei piani straordinari. Inoltre, “il fatto stesso che si sia ritenuto di dover reiterare piani straordinari di verifica dimostra con tutta evidenza – nota l'Osservatorio - che si ritiene il sistema di valutazione e accertamento poco affidabile, nonostante la mole di personale coinvolto”.

Tempi di attesa. Nonostante recenti interventi di semplificazione amministrativa, rimane cronica la questione dei tempi medi di attesa per l’accertamento e per la successiva eventuale concessione delle provvidenze economiche. “Alcune recenti sperimentazioni territoriali che vedono l’affidamento dell’intero iter ad Inps – afferma l'Osservatorio, avanzando così una proposta di semplificazione e unificazione della procedura - sembrano produrre buoni risultati sulla riduzione dei tempi di attesa”.

Dispersione delle responsabilità. La scelta “collegiale” nella individuazione della percentuale di invalidità o graduazione dell’handicap, se da un lato dovrebbe comportare una competenza multidisciplinare, dall’altro “rende molto più rarefatta l’individuazione delle responsabilità, l’imputabilità dei risultati operativi, il monitoraggio sugli esiti operativi e il conseguente uso di indicatori.

Sottovalutazione epidemiologica/anagrafica. Secondo i dati del Bilancio sociale Inps e delle elaborazioni Istat, circa il 50% dei titolari di indennità di accompagnamento sono persone con più di 80 anni. La percentuale sfiora il 75% se si abbassa la soglia di osservazione ai 65 anni di età. L'Osservatorio rammenta che “nel caso degli ultra65enni, le Commissioni sono chiamate a stabilire se sussistano o meno le condizioni per la concessione dell’indennità di accompagnamento oppure – solo ai fini di eventuali prestazioni di natura sanitaria – se ci siano persistenti difficoltà a svolgere gli atti quotidiani della vita. È da ritenere – prudenzialmente – che almeno il 60% delle sedute di valutazione riguardino persone con più di 80 anni con una netta ed evidente prevalenza di patologie tipiche della terza età. In realtà – continua l'Osservatorio - il sistema non tiene in considerazione tale evidenza epidemiologica e, non separando i percorsi, non coglie l’opportunità di rendere più efficiente la valutazione prevedendo il coinvolgimento dei servizi territoriali. Da ciò derivano probabili dispersioni di risorse economiche ed umane ed un appesantimento dell’intero sistema”.

Qualità e trasparenza dei processi. “L’attuale sistema di accertamento non garantisce una globale trasparenza dei processi e l’adozione di comuni criteri di qualità di esito, di attività dei singoli operatori coinvolti: medici, patronati, associazioni, commissioni, apparato amministrativo – riferisce l'Osservatorio - La profonda disomogeneità territoriale e le diversissime esperienze riportate soprattutto dai cittadini ne sono la riprova. Convivono risposte di eccellenza e scadenti prestazioni”.

Fonti statistiche insufficienti e inadeguate. L’attuale “frammentato sistema di accertamento delle diverse invalidità, dell’handicap, della disabilità, nonostante l’ingente impegno di risorse, non è strutturato per restituire agilmente e con prerequisiti di comparabilità elementi sufficienti e utili al Sistema Statistico Nazionale e in particolare Istat”. Di conseguenza, le fonti e i dati attualmente disponibili non sono esaustivi né efficaci nel rappresentare il fenomeno nelle sue reali dimensioni.

Dopo aver elencato le criticità, l'Osservatorio avanza alcune conseguenti proposte operative, tra cui unificazione di tutti i momenti valutativi e, d'altro canto, la separazione dei percorsi valutativi di base per gli anziani, da quelli previsti per gli adulti e i minori. (cl)

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