18 maggio 2016 ore: 18:09
Disabilità

Accordo Inail-Regione Emilia-Romagna: in due mesi prescritti 336 piani riabilitativi

I primi risultati della sinergia tra Inail e regione sulle prestazioni sanitarie riabilitative integrative. Tra i punti di forza: la possibilità per i medici Inail di utilizzare il ricettario regionale. Entro l’anno accesso al Cup anche dai Centri Inail territoriali. I dati presentati in un convegno a Exposanità
Ambulatorio di tecarterapia

BOLOGNA – Sono 336 i piani riabilitativi prescritti da Inail sul territorio regionale tra il primo marzo e l’inizio di maggio, i primi due mesi di attuazione della sinergia tra Inail e Regione Emilia-Romagna sviluppata con l’attuazione dell’Accordo Quadro raggiunto in Conferenza Stato Regioni nel febbraio 2012. Tra le province più produttive ci sono Reggio Emilia con 89 piani, Bologna con 67 e Parma con 43 (a Modena 31 ma è attiva solo dal primo aprile). Tra questi, 13 riguardano solo Livelli essenziali di assistenza (Lea), mentre la maggior parte è costituita da Lea e Livelli integrativi di assistenza (Lia). La maggior parte riguarda infortuni in industria (222), artigianato (28), agricoltura (14), domestico (1). I casi di malattie professionali sono 9, di cui 8 nell’industria. Tra i Lia i più diffusi sono la tecarterapia, la laserterapia antalgica, gli esercizi di riabilitazione in acqua, gli ultrasuoni, la magnetoterapia. I dati sono stati diffusi a Exposanità, durante il convegno “Le sinergie tra Inail e Servizi sanitari regionali per la tutela del lavoro. L’esperienza della Regione Emilia-Romagna” promosso da Inail e Superabile. “Le prime cure nei Centri Inail in Emilia-Romagna erano già attive da anni, quindi la vocazione curativa di Inail c’era già dal 1995 – ha spiegato Rossanna Astengo, sovrintendente sanitario regionale di Inail Emilia-Romagna – La riabilitazione si è innestata in un terreno già vocato alla cura”. Il piano unico di riabilitazione prevede prestazioni essenziali e integrative e ha come obiettivo qello di garantire al lavoratore infortunato una rapida e completa riabilitazione. “Il percorso avviato con l’Emilia-Romagna coniuga efficacia ed efficienza – ha detto Mario Longo, direttore regionale Inail Emilia-Romagna – Abbiamo superato ostacoli che sembravano insormontabili, come la possibilità per i nostri medici di prescrivere direttamente la riabilitazione. Il tempestivo intervento di Inail per ripristinare le condizioni psicofisiche dei lavoratori infortunati consente anche un risparmio per la Pubblica amministrazione per i ridotti tempi di recupero”. 

La possibilità per Inail di occuparsi di riabilitazione sul territorio è prevista dal Decreto legislativo 81/2008. “Ma Inail ha sempre avuto una vocazione sanitaria – ha chiarito Alessia Pinzello della Direzione centrale Prestazioni socio-sanitarie di Inail – Il culmine della rete territoriale per erogare prestazioni sanitarie si è avuto negli anni Sessanta, tramite i Cto e i Centri di riabilitazione. Un modello capillare che è cambiato dalla fine degli anni ’60 quando si iniziava a delineare la riforma sanitaria”. È stata la legge 833/1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, a togliere a Inail la competenza sulle prestazioni sanitarie, lasciando all’Istituto la certificazione medico-legale e l’erogazione di protesi. “Con la legge 67 del 1988 inizia invece un processo inverso, progressivamente si riattiva la possibilità per Inail di erogare prestazioni sanitarie in raccordo con il Servizio sanitario”, continua Pinzello. Il modello di servizio attuale (al centro c’è la persona per la quale vengono erogate prestazioni per favorire il suo reinserimento sociale e lavorativo) inizia nel 2000: con la legge 38 si parla di danno biologico e “se prima il lavoratore era preso in considerazione in quanto tale, da quel momento è considerato come persona, che ha il diritto di ritornare non solo al lavoro ma alla sua vita sociale, familiare, di relazioni”, spiega Pinzello. Con il decreto 81 del 2008 si riportano a sistema le competenze sanitarie di Inail: l’articolo 9 prevede l’erogazione di prestazioni sanitarie riabilitative in accordo con le Regioni e con l’articolo 11 la possibilità per Inail di utilizzare servizi pubblici e privati in accordo con le Regioni per garantire le cure necessarie. Fino al 2014 sono 7,5 milioni le prestazioni erogate da Inail a livello nazionale, di cui 703 mila prime cure, 8.200 visite fisiatriche, 108 mila cure riabilitative. Sono 131 gli ambulatori per le prime cure attivi sul territorio nazionale, 11 quelli di fisiokinesiterapia e 4 i punti clienti (Bari, Napoli, Roma e Milano). 

Risale al febbraio del 2012 l’Accordo Quadro della Conferenza Stato Regioni che definisce le modalità di erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria da parte di Inail. L’iter attuativo dell’accordo prevede un Protocollo di intesa tra Inail e Regione più altri 2 passaggi: una Convenzione Inail e Regione e gli accordi con le strutture accreditate. “Tutte le Regioni hanno stipulato l’Accordo Quadro e alcune sono al rinnovo, solo 6 non hanno stipulato la Convenzione attuativa, mentre si stanno stipulando gli accordi contrattuali – ha spiegato Angela Goggiamani, sovrintendente sanitario centrale Inail – Il trend è in ascesa e accelerazione: nei primi 3 mesi del 2016 sono quasi raddoppiate le prestazioni rispetto al 2015”. L’articolo 3 dell’Accordo Quadro prevede la possibilità per Inail di erogare prestazioni sanitarie incluse nei livelli essenziali di assistenza a favore degli assistiti del Servizio sanitario nazionale: “Il nostro obiettivo è dare continuità assistenziale ai lavoratori infortunati perché recuperino l’integrità psicofisica, i servizi sanitari regionali non sono uniformi e noi vogliamo dare una tutela omogenea ai lavoratori”, ha aggiunto Goggiamani. 

Il percorso in Emilia-Romagna è iniziato nel 2012 e ha visto incontri di concertazione con la Regione, con Ausl e ospedali sul territorio e un lavoro nelle sedi Inail. E ora si vedono i primi risultati. “La logica è garantire prestazioni, semplificare il percorso sanitario per l’infortunato, favorire la sua rapida riabilitazione, ridurre i tempi di recupero, diminuire il danno permanente e aumentare la possibilità di tornare al lavoro”, ha spiegato Astengo. Il sistema ha incontrato problematiche, “come garantire la possibilità di erogare Lea e Lia nella stessa struttura e la varietà di situazioni locali da ricondurre a un unico flusso essendo Inail un ente nazionale”, ma anche punti di forza, “l’estensione del ricettario regionale ai medici Inail, la tempestività nell’erogazione delle prestazioni, i percorsi dedicati e in futuro anche l’accesso al Cup nei Centri Inail”. In Emilia-Romagna sono più di 53 le convenzioni con strutture e centri termali accreditati. “Il sistema ha portato sicuramente a delle semplificazioni e il feedback è positivo”, ha concluso Astengo.  

“Lavoriamo tutti per tutelare l’interesse pubblico – ha detto Kyriakoula Petrapulacos, direttore generale cura della persona, salute e welfare della Regione Emilia-Romagna – La possibilità per i medici di utilizzare la prescrizione unica è un passo importante, evita perdite di tempo. Entro l’anno ci sarà la possibilità di effettuare prenotazioni tramite Cup in tutte le sedi Inail sul territorio”. Ma ci sono altre cose da fare, sempre insieme: “Stiamo lavorando sulle liste d’attesa per i ricoveri e vorremmo che tra i criteri per quelli programmati, quindi esclusi quelli d’urgenza e gli interventi oncologici, ci fosse anche il criterio della necessità per la persona di riprendere l’attività lavorativa – ha aggiunto Petrapulacos – Spero ci sarà modo di avviare collaborazioni in questo senso perché oggi, con la crisi che mette in discussione l’occupazione, tutelare i lavoratori è un obiettivo condiviso a tutti i livelli in regione”. (lp) 

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