27 ottobre 2019 ore: 08:00
Disabilità

Autismo, a Treviso il gelato fondente che “scioglie il cuore”

di Maria Gabriella Lanza
Una gelateria sociale a bordo di una Fiat 500: è l’iniziativa lanciata dalla Fondazione “Oltre il labirinto”, in collaborazione con la cooperativa “Alternativa ambiente”. Protagonisti del progetto 20 ragazzi con autismo, guidati da chef professionisti
Fondente - Gelateria sociale - Treviso

Per le strade di Treviso gira una vecchia Fiat 500 special molto particolare. Al suo interno ci sono una decina di vaschette di gelato artigianale: cioccolato fondente, fragola al 70%, pistacchio di Bronte, liquirizia e il caratteristico Bellini con prosecco Docg, tutti preparati e venduti da 20 gelatai con disturbi dello spettro autistico. Grazie alla Fondazione Oltre il labirinto e ad Alternativa ambiente cooperativa sociale, l’auto simbolo del made in Italy nel mondo è stata trasformata in una vera e propria gelateria solidale. Il progetto “Fondente, il gelato che scioglie il cuore” è stato avviato a maggio e in poco tempo tutti i ragazzi, dai 15 ai 25 anni, sono diventati dei gelatai provetti. 

"Una palestra di vita, imparano ad essere autonomi"

"Cinque anni fa abbiamo capito che la cucina era il luogo in cui i giovani con autismo potevano esprimere al meglio le loro capacità", spiega Carlo Giustini, responsabile del progetto e segretario di Oltre il labirinto, fondazione che da anni si occupa di assistenza a persone con autismo. "È nata così l’iniziativa #cooking4autism: ogni settimana i ragazzi preparano, con l’aiuto di chef e operatori specializzati, biscotti, pasta fresca e, da qualche mese, anche un gelato di alta qualità. Per loro è una piccola palestra di vita in cui piano piano imparano a diventare più autonomi. Abbiamo notato che la loro capacità di comunicare con gli altri è migliorata: riescono a confrontarsi con il maestro di bottega, a eseguire gli ordini e a relazionarsi con il resto della cucina. Sono traguardi che, senza attività di questo tipo, richiederebbero ore di esercizi fatti a tavolino. C’è poi un aspetto che non va tralasciato: tra i fornelli sviluppano un senso di autostima che prima non avevano, si sentono inclusi, parte di una reale attività lavorativa".

Il laboratorio artigianale è stato aperto nei locali di Alternativa ambiente cooperativa sociale a Vascon di Carbonera, nel trevigiano, dove è possibile anche comprare il gelato e ammirare questa Fiat 500 sui generis: "Le persone si fermano, fanno le foto e vogliono assaggiare il nostro gelato. L’idea della gelateria mobile appartiene alla famiglia Tonolli che ha aperto 150 attività di questo tipo nel mondo e ci ha concesso l’esclusiva per l’Italia", continua Giustini.

Jacopo, che è stato semifinalista al Tiramisù World Cup

Tra i gelatai del marchio Fondente c’è Jacopo, un ragazzo con autismo di 19 anni. L’anno scorso ha conquistato la semifinale del Tiramisù World Cup, la gara che premia il miglior tiramisù del mondo. Sbattendo uova e mascarpone alla velocità della luce, in soli sei minuti ha terminato il suo dolce, sbaragliando la concorrenza. Non è arrivato sul podio della prestigiosa competizione che si tiene a Treviso ogni anno, ma per lui e per i suoi compagni è stata ugualmente una grande vittoria. "Jacopo si sente il miglior pasticcere del mondo, si è appena diplomato alla scuola alberghiera e lavora con impegno nei nostri laboratori", racconta Giustini.

Lo chef: "Vedo i loro occhi brillare"

Uno degli insegnanti di Jacopo e degli altri ragazzi è lo chef professionista Omar Lapecia Bis: "Vedo i loro occhi brillare quando cominciano un lavoro e riescono a portarlo a termine con successo", spiega Omar. Nel laboratorio ognuno ha il suo compito: "C’è chi è addetto al frullatore, chi alla pulizia della macchina, chi imposta le temperature. La cosa che mette d’accordo tutti è quando il gelato è pronto e ce lo mangiamo", racconta Omar ridendo. Il gusto che riscuote più successo è il cioccolato fondente: "Ha un sapore incredibile, ma anche la fragola coltivata in cooperativa è molto richiesta".

Il gelato che coinvolge la città

Il progetto ha coinvolto da subito l’intera città. "Abbiamo professionisti del settore che ci affiancano, aziende che ci forniscono le materie prima e tecnologie di alta qualità perché con i nostri prodotti non scherziamo. È un gelato che conquista tutti e fa bene a tutti. Anche le famiglie dei ragazzi partecipano attivamente all'iniziativa. Abbiamo fatto dei cooking show con le mamme, mentre ai papà abbiamo lasciato il compito di apparecchiare. Quando devi affrontare l’avventura di un figlio con disabilità ti puoi sentire solo e avere un gruppo che ti supporta è fondamentale".

"Quando si dà importanza alle persone: i clienti tornano"

L’obiettivo finale è assicurare ai ragazzi un futuro in autonomia: "I nostri gelatai ce la mettono tutta e spero che molte aziende daranno loro una possibilità. Nel mondo del lavoro tutti vogliono il cuoco alla Carlo Cracco pronto e fatto, pochi hanno voglia di far crescere qualcuno in cucina e, se quel ragazzo ha delle difficoltà, non lo prendono neanche in considerazione. Invece, questi giovani portano un clima di serenità. I rumori improvvisi e le urla possono metterli in crisi e non avere in cucina un Gordon Ramsay – lo chef scozzese noto per le sue sfuriate in tv – fa bene a tutti. Inoltre, se un cliente vede che in quella pasticceria o in quel ristorante lavora un ragazzo più fragile, capisce che quello è un luogo in cui si dà importanza alle persone e sicuramente tornerà. I nostri futuri cuochi", conclude Omar, "rappresentano un valore aggiunto per l’azienda e per chi ha la fortuna di lavorare con loro".

Questo articolo è stato pubblicato sulle pagine del mensile "SuperAbile Inail".

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