4 maggio 2016 ore: 13:23
Non profit

Autoconvocazione del volontariato, occasione persa. Lettera aperta del Movi

Il percorso si è interrotto senza che si sia raggiunto lo scopo: “ritrovarci e capire insieme dove stiamo andando”. Avviata il 9 maggio 2015 con oltre 300 rappresentanti di organizzazione italiane di volontariato, l'autoconvocazione è stata chiusa lo scorso aprile. “Il volontariato non è riuscito ad esprimere una sintesi e proporre il proprio punto di vista”
Volontariato mani tengono fune

ROMA – Il volontariato italiano ha perso un'occasione preziosa di far sentire la propria voce, peraltro in un momento cruciale come quello della riforma del terzo settore: la denuncia arriva dal Movi (Movimento di volontariato italiano), sotto forma di lettera aperta al volontariato italiano, in cui il movimento esprime “delusione per l'interruzione del percorso dell'autoconvocazione del volontariato italiano, decretata senza che si sia raggiunto lo scopo per cui era stata avviata”: ovvero, “ritrovarci e capire insieme dove stiamo andando, per condividere un'elaborazione culturale e far sentire il nostro punto di vista, anche in occasione del processo di riforma della normativa del Terzo Settore avviato dal Governo nel 2014 e con l'auspicio di arrivare alla prossima Conferenza Nazionale del Volontariato con un percorso partecipato e significativo”.

Questo l'obiettivo mancato, visto che, meno di un anno dopo l'apertura del percorso, avvenuta il 9 maggio scorso, questo è stato ufficialmente chiuso dal Forum del terzo settore, pochi giorni prima del Festival del Volontariato di Lucca dello scorso aprile. “Una decisione – dichiarava allora il portavoce Pietro Barbieri – che riteniamo di dover assumere essendo venuta meno, nel corso di questo periodo, e con la recente approvazione del DDL di Riforma del Terzo Settore al Senato, la motivazione principale che ci aveva spinto a costruire un processo di lavoro comune per restituire dignità al volontariato che, nel primo testo di Riforma, appariva schiacciato, e per nulla valorizzato, all’interno di un dibattito teso per lo più a potenziare le attività economiche del terzo settore. Oggi che abbiamo un testo di DDL che ha modificato, e nettamente migliorato, questo aspetto e, insieme all’assenza di un impegno serio da parte di alcuni promotori alla costruzione e crescita del percorso, reputiamo che non possa esserci altra strada da seguire.”

Movi però non è d'accordo: l'obiettivo non è stato affatto raggiunto, “molti parlano sul volontariato – osserva Movi - si fanno ricerche e convegni, esponenti del terzo settore suggeriscono linee e indirizzi su di noi, ma senza di noi: il volontariato non è riuscito ad esprimere una sintesi e proporre il proprio punto di vista, trovando nuovo slancio e ripensando la propria presenza e il proprio ruolo in questo delicato momento di cambiamenti sociali”. E le divisioni interne al mondo del volontariato sono emerse in varie occasioni, quando si è dibattuto, a livello governativo, di temi cruciali come “la gratuità, il rapporto con altre realtà del no-profit o il ruolo dei Centri Servizi per il Volontariato, con proposte di allentare il rigore della legislazione attuale o ipotesi di superamento di una legislazione di favore per le organizzazioni di soli volontari”. L'autoconvocazione rappresentava quindi per Movi un'opportunità di unione e di raccordo, quindi di incremento della propria rappresentatività. “Crediamo che quanto accaduto rappresenti un' occasione persa dal volontariato, evidenziando il momento di crisi che sta attraversando anche il nostro sistema di rappresentanza nazionale e la sua grave incongruenza e debolezza”.

In tale contesto critico, occorre che il volontariato si mobiliti “per rilanciare i suoi valori e ribadire la vera natura della nostra presenza anche in vista della prossima approvazione della legge delega per la riforma della normativa del Terzo Settore e del conseguente avvio della fase di scrittura dei decreti delegati”. Ed è indispensabile che si costruiscano “spazi e modalità per far sentire la voce del volontariato Italiano e dei cittadini solidali che desiderano attivarsi nell'interesse generale per contribuire alla gestione dei beni comuni e al rilancio di una sana e virtuosa dinamica democratica partecipativa nello spirito della nostra Costituzione”.

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