15 ottobre 2015 ore: 17:08
Welfare

Bologna, Frascaroli: “Le occupazioni creano valore sociale”

Dopo lo sgombero di via Solferino, l’assessore al Welfare dice: “Dall’illegalità nascono percorsi, anche Zanardi ce lo insegna”. E ricoda che da 2 anni la giunta si è confrontata con tutte le realtà sociali che portano avanti il tema della casa “con una fatica, istituzionale e complessiva, enorme”
Sgombero palazzo via Solferino a Bologna 2

BOLOGNA – “Sono ben consapevole che queste esperienze, lo dico con molta tranquillità, in questa città stanno creando valore sociale”. A poche ore dallo sgombero di via Solferino, Amelia Frascaroli torna a usare parole di comprensione per il fenomeno delle occupazioni abitative. In passato il tema ha già sollevato aspre polemiche, soprattutto per lo stop dato a Frascaroli in particolare da una parte del Pd, ma l’assessore al Welfare del Comune di Bologna non rinuncia alla propria idea. “Da molto tempo, almeno da due anni, questa Giunta su questi temi sta lavorando in un confronto anche con tutte le realtà sociali che portano avanti il tema della casa”, ricorda Frascaroli, confrontandosi di persona con i collettivi che oggi si sono ritrovati a Palazzo D’Accursio dopo lo sgombero. Un lavoro che l’amministrazione, aggiunge l’assessore, sta compiendo con una “fatica, istituzionale e complessiva, enorme”. C’è stata, però, la volontà di “partire da esperienze anche di occupazione – continua l’assessore – per cogliere il segnale, pur con un gesto illegale” alla base di queste azioni. Del resto, “quante volte da gesti illegali sono nati poi percorsi, se guardiamo alla storia – manda a dire Frascaroli – che hanno trovato spazio giuridico e amministrativo e che hanno contribuito a modificare anche le leggi?”. 

Di esempi “ne potremmo ricordare tanti anche nella storia di Bologna”, a partire “dal sindaco Zanardi – dichiara l’assessore – che agiva molto spesso fuori dalla legalità”; ma episodi del genere se ne trovano “anche in tutta una serie di esperienze molto più recenti”. Rispetto alle occupazioni, dunque, l’impostazione è stata di “non fermarci all’illegalità del gesto ma provare a raccogliere il segnale che da queste esperienze viene – ribadisce l’assessore – per provare a farci sopra un percorso progettuale, è quello che da due anni stiamo cercando di fare”. Innanzitutto con il recupero di stabili pubblici inutilizzati come l’ex Galaxy, ricorda Frascaroli, ma c’è anche il tentativo (finora a vuoto) di "sanare” la situazione di stabili già occupati, oltre che il lavoro in corso per inserire nella prossima legge di stabilità una norma che semplifichi la possibilità di dare attuazione a progetti di “rigenerazione abitativa” dello sfitto. Insomma “c’è stata riflessione politica che ha spinto delle azioni”, rivendica l’assessore, sottolineando di essere “ben consapevole che queste esperienze, lo dico con molta tranquillità, in questa città stanno creando valore sociale. Questo è molto difficile da difendere, anche come idea, così com’è molto difficile trovare strade normative, giuridiche e formali” che consentano di partire “dalle difficoltà e dalle criticità” per “prendere strade progettuali”. (Dire) 

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