Bologna, occupazione sgomberata. L'assessore: “Non ci hanno avvisati"
BOLOGNA – Sgombero questa mattina nel palazzo occupato in via Solferino, a Bologna, dal collettivo Labas. All’interno del’edificio c’erano una ventina di occupanti tra cui 5 minorenni, quattro rumeni e un italiano. Lo sgombero è stato eseguito dalla Polizia (Digos e agenti del Reparto Mobile) sulla base di un decreto penale firmato dal pm Antonello Gustapane in luglio. Sul posto anche gli assistenti sociali del Comune di Bologna per gestire la situazione delle famiglie con bambini. Nel corso dello sgombero sul posto sono arrivati alcuni attivisti del collettivo Labas che ci volevano entrare all’interno del palazzo, ma sono stati respinti dalle Forze dell’ordine. L’edificio via Solferino, sfitto e disabitato, era stato occupato in febbraio dal collettivo Labas allo scopo di liberare uno spazio vuoto dare un tetto a chi non ha casa.
Manifestazione in Comune. Scalone dei cavalli presidiato a Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna, per impedire l’accesso agli attivisti dei collettivi che intendono protestare per lo sgombero dell''occupazione abitativa in via Solferino. Una quarantina di manifestanti si sono radunati nel cortile del Comune, ma un cordone di Carabinieri e vigili urbani schierato all''imbocco dello scalone sbarra loro l''ingresso (filtrando il passaggio di chiunque abbia intenzione di entrare a Palazzo, turisti compresi). Qualcuno degli attivisti ha provato a salire, c’è stato qualche battibecco con gli agenti ma senza momenti di tensione. Dal Comune, intanto, si precisa che l''amministrazione non era stata avvisata dello sgombero e anche per questo gli assistenti sociali, come riferiscono i collettivi, non erano presenti già nelle prime fasi dell’intervento. Anzi, ad avvertire l’amministrazione sono stati proprio gli assistenti sociali, evidentemente sollecitati da qualcun altro.
Chieste le dimissioni dell’assessore. “Dimissioni, dimissioni”. Dopo lo sgombero in via Solferino, finisce così il faccia a faccia improvvisato oggi tra i collettivi che si sono presentati a Palazzo D’Accursio e l’assessore al Welfare del Comune di Bologna, Amelia Frascaroli. Ai manifestanti è stato impedito l’accesso al Palazzo e Frascaroli, dopo una trattativa mediata dallo staff del sindaco Virginio Merola, si è presentata nel cortile per confrontarsi con i collettivi. L’assessore si è detta “dispiaciuta quanto voi” per lo sgombero di stamattina, ha ribadito gli sforzi compiuti dal Comune per l’emergenza abitativa e, come già fatto in passato, ha anche speso qualche parola positiva per il ruolo sociale che possono avere le occupazioni. Tanto non basta a evitare la contestazione. Prima con toni pacati i portavoce della protesta hanno invitato l’attuale Giunta a “farsi da parte”, poi nel botta e risposta con l’assessore sono partiti anche i cori: “Dimissioni” e “a casa”. Scena che si è ripetuta anche quando Frascaroli, a confronto concluso, si è allontanata per tornare in Comune”. Poco dopo a fare le spese della rabbia dei manifestanti è stato Francesco Errani, consigliere comunale del Pd, che passando nel cortile si è soffermato a parlare con alcuni attivisti. Dopo un po’ gli animi si sono scaldati e uno dei manifestanti si è avvicinato al consigliere a muso duro, tanto che sono stati i suoi stessi compagni a doverlo allontanare. “L’ex Galaxy è una risposta concreta sì o no?”, prova a ribattere Errani di fronte alle accuse mosse dai collettivi. “Una risposta parziale e tardiva”, è la replica che riceve. E un altro manifestante: “Tanto tra otto mesi non sarete più qui”, con riferimento alle prossime amministrative. “Vorrà dire che ci sarà la Lega nord”, replica Errani. Poi, soprattutto dopo che il democratico parla di “violenze” in merito allo sgombero di via Solferino, arrivano anche per lui una selva di “andate a casa” e qualche “fate schifo”. Un atto di “maleducazione”, lo definisce Errani allontanandosi: “Io faccio politica in maniera diversa”. Subito dopo, i collettivi (ci sono Labas e Tpo ma anche delegazioni di altre sigle) decidono di lasciare il Comune. L’idea è di raggiungere Labàs, l’ex caserma Masini occupata in via Orfeo, perché è lì che i collettivi contano di sistemare le persone rimaste senza casa dopo lo sgombero di stamattina. Contesta lo sgombero anche l’Usb esprimendo “vicinanza solidale a chi è stato violentemente ributtato in mezzo alla strada. È indegno e incivile che vengano prima gli interessi speculativi rispetto alla soddisfazione dei diritti di base della persona come quello abitativo”.
Servizi sociali in ritardo. I servizi sociali, in effetti, stamattina sembra siano arrivati in ritardo rispetto all’izio delle operazioni di sgombero. “Sì – conferma l’assessore – e anche di questo chiedetevi perché”. Nel frattempo, si ripete la situazione per cui gli sgomberi arrivano mentre con i collettivi si tenta di aprire un confronto. “Questo bisogna che lo chiedate ad altre realtà”, allarga le braccia Frascaroli che, di fatto, invita a ragionare sul ruolo di altre istituzioni. Succede anche quando, durante il faccia a faccia in cortile, i manifestanti chiedono perché si procede a suon di sgomberi. “Non io e non da qui”, è la risposta dell’assessore: “Capitelo da soli” dove si colloca questa responsabilità, “siete così intelligenti che penso ci possiate arrivare”. Sta di fatto che “la parola che sentiamo più spesso ripetere è legalità”, incalza un attivista. “Non da me”, prende le distanze Frascaroli. Lo stesso si verifica anche quando i collettivi chiedono di sapere cosa succederà alle persone sgomberate. “Spero che il Pronto intervento sociale (Pris) per i minori sia potuto intervenire, poi su questo magari vi daremo spiegazioni in un altro momento”, è la replica. I manifestanti rumoreggiano e l’assessore ribatte: “Non dipende da me, attenti a quello che dite, abbiate pazienza” perché “non sono solo io qua a gestire queste cose. Non voglio dirvi che siete nel posto sbagliato, non me lo fate dire” perché “dovreste saperlo dove dovreste andare”. Poco dopo, parlando ai cronisti, sul tema dei minori che erano in via Solferino l’assessore spiega: “Stamattina il Pris ha trovato 3 famiglie, le ha ricoverate e mandate ai servizi che stanno vedendo come procedere”. Gli adulti, invece, verranno informati dei percorsi che è possibile intraprendere per chi si trova in condizione di fragilità. Per finire, Frascaroli commenta così la contestazione subita oggi dai collettivi: “Hanno delle persone per strada e capisco benissimo l’atteggiamento anche duro e un po’ verbalmente violento”. "Mentre Merola e l’assessore Frascaroli continuano a legittimare le occupazioni oggi è avvenuto uno sgombero in via Solferino. Per fortuna ancora qualcuno lavora per la legalità”. Grazie alle Forze dell’ordine grazie al nuovo Questore”. Così il consigliere comunale di Forza Italia Marco Lisei commenta su Facebook lo sgombero dell''occupazione abitativa avviata da Labas.
Il Comune non è stato avvisato. L’amministrazione comunale di Bologna non era stata avvisata preventivamente dell’intenzione di sgomberare stamattina l’immobile occupato in via Solferino. Di questo “io sono colpita, questo lo posso dire”. È la reazione dell’assessore al Welfare, Amelia Frascaroli, che oggi ha incontrato i collettivi nel cortile di Palazzo D’Accursio e poi si è soffermata con la stampa. “Di solito dico tutto quello che voglio, non voglio creare problemi – afferma l’assessore rispondendo ai cronisti – ma sono un po’ colpita” per il mancato preavviso. Lo stesso tema fu sollevato, proprio da Frascaroli, dopo lo sgombero degli uffici ex Inpdap occupati in via Irnerio. Frascaroli annuisce e poi, quando le si chiede come mai si ripeta questo tipo di situazione, si limita ad un “non lo so”. Intende chiedere spiegazioni? “Le potrà dare il sindaco e sicuramente le darà”, risponde. Ma il primo cittadino Virginio Merola era al corrente dello sgombero in arrivo? “Non lo so ma vi darà lui le risposte”, ribadisce l’assessore, anticipando che Merola “farà un commento in giornata”. I collaboratori del sindaco, però, spiegano che ancora non è stata presa una decisione sull’ipotesi di intervenire con un comunicato stampa. Tra l’altro, pochi giorni fa si era riunito anche il comitato per l’ordine pubblico. “Io non partecipo ma so che quello è il luogo per concordare una serie di cose”, commenta Frascaroli, precisando: “Per concordare la nostra parte, noi non diciamo se va bene o non va bene” uno sgombero. Però, nell’ottica di “essere avvisati per poter giocare il ruolo che dobbiamo giocare, quello dei servizi, certamente è una parte molto importante quello del tavolo dell’ordine pubblico”, afferma l’assessore.
Sel difende il sindaco. Dopo i primi commenti sullo sgombero di questa mattina in via Solferino, il consigliere comunale e metropolitano di Sel Lorenzo Cipriani difende il sindaco Virginio Merola. “Oggi è stato sgomberato un immobile senza che fosse avvertita l’amministrazione comunale”, afferma in un post su Facebook. Dunque, “in questa città chi si adopera per gestire le situazioni di complessità viene scientemente messo nelle condizioni di non farlo”. Prosegue Cipriani: “A prescindere dai colori politici o dal pensiero, se un amministratore eletto dai cittadini viene tenuto all’oscuro di questioni che riguardano il suo e quindi il nostro territorio questo è un problema per tutti”. I servizi sociali, poi, “sono stati scientemente tenuti all’oscuro nonostante lo sgombero coinvolgesse anche dei minori. Al netto di tutto, questa cosa fa venire brutti pensieri”, conclude il consigliere di Sel.
Il commento del capogruppo Pd in Comune. “Quando vai a fare un''occupazione abusiva, èe'' chiaro che la legge viene fatta rispettare. Non mi meraviglio ci sia stato lo sgombero e ribadisco che le occupazioni possono segnalare un problema, ma non sono una soluzione”. Il capogruppo del Pd al Comune di Bologna, Claudio Mazzanti, commenta così l’intervento delle forze dell’ordine effettuato stamattina in via Solferino. “Se si commette un’illegalità, alla fine – manda a dire Mazzanti, a margine di una commissione a Palazzo D’Accursio – vai per forza a sbattere. Chi occupa deve capire che le occupazioni come strumento di lotta non passano”. L’ennesimo sgombero, però, rischia di agitare ulteriormente le acque a livello politico? “L’amministrazione è stata molto chiara: viene data copertura a chi rientra nell’emergenza abitativa e il Tribunale dei minori ha detto che le famiglie con figli piccoli vanno prese in carico. Chi invece ritiene che le occupazioni possono creare diritti – è la risposta del democratico – continua a non capire che la storia ci insegna altro”. (Dire)