4 maggio 2018 ore: 15:40
Giustizia

Carcere, il Garante: "Il sovraffollamento non è la prima urgenza in Italia"

Il Garante nazionale delle persone private di libertà, Mauro Palma, ha riconosciuto che negli istituti circondariali delle grandi città c'è realmente una difficoltà. Ma nello stesso tempo, a suo avviso, "il problema base è il modello di detenzione. E l'infantilizzazione”. Il capo del Dap Santi Consolo, sullo stallo sul nuovo governo: "La collaborazione che oggi chiedo non è al governo, ma alle regioni e agli enti locali"
Carcere: cancello con guardia carceraria di spalle

ROMA - "Il sovraffollamento non e' l'urgenza attuale del carcere italiano" secondo il Garante nazionale delle persone private di liberta', Mauro Palma, intervenuto nella giornata di chiusura del convegno nazionale dedicato al ruolo delle Regioni e degli Enti locali nell'esecuzione penale e nella privazione delle liberta', che si e' svolto nella sala Tevere della Regione Lazio.

Palma ha riconosciuto che "negli istituti circondariali delle grandi citta' c'e' realmente il problema" ma nello stesso tempo a suo avviso "il problema base e' il modello di detenzione, che e' basato sulla passivita', cioe' un tempo vuoto salvo riempirlo anche con cose meritorie, e l'infantilizzazione, cioe' sono io (amministrazione carceraria, ndr) che decido il trattamento per il detenuto e non lui che prende la responsabilita' della propria giornata mentre io svolgo una funzione solo orientativa e a valle riconosco quello che ha fatto. Questi due paradigmi sono urgenze maggiori del sovraffollamento".

Un'altra preoccupazione del Garante riguarda una delle conseguenze legate all'assenza dell'azione politica (anche sul tema delle carceri che attende l'approvazione di una serie di decreti legislativi di riforma del sistema) in questa fase politica di stallo che Paese sta attraversando: "Ho piu' paura del senso di vuoto che si va proiettando in giro e siccome non credo ai vuoti, questi si riempiono sempre di luoghi comuni in negativo- ha concluso- In questo caso caso cresce un luogo comune di disinteresse rispetto a questi problemi ed e' cio' che mi spaventa di piu'". 

Anche per il capo del Dap, Santi Consolo, oggi il sovraffollamento non rappresenta il problema principale degli istituti penitenziari. "Sicuramente è un problema, ma non è il problema - ha spiegato Consolo a margine del convegno -. Un tasso di presenza superiore al numero dei posti regolamentari sicuramente esiste, ma va chiarito che a livello europeo noi il posto regolamentare lo misuriamo in termini molto più ampi rispetto agli altri paesi. E questo ce l'hanno riconosciuto anche a livello internazionale. Quando noi diciamo posto regolamentare in stanza singola, sono nove metri quadri più i servizi sanitari. Per la stanza multipla per ogni detenuto ci sono ulteriori 5 metri quadri. Gli altri paesi europei calcolano la stanza singola in 6 o al più 7 metri quadri e i posti aggiuntivi in 3 o 4 metri quadri". Per il capo del Dap, una delle principali preoccupazioni dell'Amministrazione penitenziaria è di "assicurare nell'arco della giornata delle attività che tengano impegnata la persona in esecuzione penale esterna - ha spiegato Consolo -, in attività che siano utili ad un suo miglioramento e a un suo reinserimento sociale".

Per Santi Consolo, infine, lo stallo sul nuovo governo non preoccupa più di tanto. Per il capo del Dap, tuttavia, è necessario un maggiore supporto da parte degli enti locali. "Come amministrazione penitenziaria bisogna lavorare sempre e comunque - spiega Consolo -. La collaborazione che oggi chiedo non è al governo, ma è alle regioni e agli enti locali. Soprattutto le regioni ci possono dare un valido aiuto in corsi di formazione affinché i detenuti acquisiscano delle abilità lavorative. Devono essere corsi seri, gestiti da persone preparate, che diano un mestiere utile al detenuto con attestazioni sfruttabili nell'ambiente libero. Questa è inclusione sociale: offrire un'alternativa che deve essere principalmente di lavoro, di autonomia e di rispetto della propria dignità. Quando si hanno queste cose non si delinque più, c'è l'abbattimento della recidiva e sicurezza reale in termini sociali". Tra le tante e diverse attività elencate da Consolo, anche una novità. "Stiamo lavorando ad un corso di formazione con Anas Autostrade per formare i detenuti nella riparazione delle buche delle strade - ha detto a margine del suo intervento di oggi -. In questo momento di difficoltà dobbiamo dare messaggi di speranza e di miglioramento delle condizioni per il futuro". (RS/DIRE)

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