13 settembre 2016 ore: 19:00
Salute

Carcere, Simspe: su 99.446 detenuti, 5 mila hanno l'Hiv

Nel 2015 sono transitate all'interno dei 195 istituti penitenziari italiani quasi centomila detenuti, per l'esattezza 99.446. Sulla base di studi nazionali si stima possano essere circa 5mila gli Hiv positivi, circa 6.500 i portatori attivi d...

ROMA - Nel 2015 sono transitate all'interno dei 195 istituti penitenziari italiani quasi centomila detenuti, per l'esattezza 99.446. Sulla base di studi nazionali si stima possano essere circa 5 mila gli Hiv positivi, circa 6.500 i portatori attivi del virus dell'epatite B e circa 25 mila i positivi per il virus dell'epatite C. E uno dei problemi principali, secondo gli esperti, e' che "circa la meta' di questi detenuti- fanno sapere- sono ignari della propria malattia, cioe' non si sono dichiarati tali ai servizi sanitari penitenziari". È scientificamente dimostrato, poi, che la trasmissione di queste infezioni (Hiv-Hbv-Hcv) e' sei volte piu' frequente da pazienti inconsapevoli rispetto a quelli che ne sono a conoscenza.

Si parlera' di questo a Roma, da domani fino al 16 settembre, nel corso della XVII edizione del Congresso nazionale SIMSPe-Onlus 'Agora' Penitenziaria', che si svolgera' presso la sede dell'Istituto superiore di sanita' (in viale Regina Margherita, 299). Oltre 200 i partecipanti, provenienti da tutta Italia. L'appuntamento vuole essere momento di confronto fra le diverse figure sanitarie che operano all'interno degli istituti penitenziari e fornire spunti per una riflessione approfondita del fare salute in carcere, agli stessi operatori sanitari, a chi amministra gli istituti e a chi ha il compito di stabilire le regole ed allocare le risorse.

"Si tratta del 17esimo congresso della Societa' italiana di Medicina e Sanita' Penitenziaria- spiega Luciano Lucania, Presidente SIMSPe-Onlus - L'abbiamo chiamato 'Agora' penitenziaria' perche' intendiamo ricreare una piazza virtuale in cui dibattere su tutte le tematiche del complesso mondo della sanita' penitenziaria. L'obiettivo specifico di quest'anno e' quello di avviare una riflessione sul nuovo modo di vivere in carcere dopo la riforma. È un argomento su cui si discute tanto, ma rimane ancora qualcosa da definire, da approfondire, da comprendere appieno".

Tra i tanti argomenti che saranno trattati al Congresso nazionale SIMSPe-Onlus, la gestione e la terapia delle epatiti virali croniche; la tutela della salute nei minori ristretti; le condizioni nelle carceri europee; Hiv e coinfezioni con virus epatici. Con l'occasione sara' anche presentata 'Rose, Rete donne SimspE', per quanto riguarda la salute delle donne. "La Societa' italiana Malattie Infettive e Tropicali- commenta Antonio Chirianni, presidente Simit- sostiene da sempre fortemente le attivita' di SIMSPe e di Agora' Penitenziaria, poiche' all'interno delle carceri emerge forte l'esigenza di un corretto approccio e trattamento delle malattie infettive, con l'utilizzo di referenti e specialisti sul territorio nazionale. D'altronde la trasmissione di alcune patologie sono favorite dal sovraffollamento delle carceri ed e' necessario monitorare e tenere alta l'attenzione per un problema che ha risvolti sociali e economici assai rilevanti".

RISCHIO DI CONTAGIO ELEVATO. Non si conosce il numero preciso delle infezioni da Hcv che vengono acquisite durante la detenzione, ma sono disponibili solo pochissime segnalazioni di tipo aneddotico. "L'ambiente ristretto e talvolta sovraffollato- spiega Sergio Babudieri, associato di Malattie Infettive dell'Universita' degli Studi di Sassari- l'elevata presenza di queste infezioni in un'ampia aliquota di detenuti, la notevole promiscuita' anche sessuale presente in alcune situazioni, insieme alla pratica diffusa dei tatuaggi ed agli episodi di conflittualita' talvolta esitanti in violenza, fanno ritenere che il rischio in questo ambito possa essere elevato, ma difficilmente quantizzabile dal punto di vista scientifico".

Prosegue Babudieri: "Una gestione clinica accurata dei pazienti detenuti con epatite C e' possibile solo per coloro con una congrua pena residua e con la residenza stabile presso lo stesso carcere. Ma il periodo detentivo, anche se breve, e' un'occasione unica per fare salute, per informare ogni singolo sulla propria salute e per avviarlo a comportamenti che riducano le possibilita' di trasmissione delle infezioni al momento del ritorno in liberta'. Studi Usa dimostrano che le partner femminili di detenuti con infezione da Hiv vengono infettate 8 volte in piu' delle partner di pazienti con Hiv mai detenuti".

L'ATTENZIONE PER LE MALATTIE MENTALI. Una delle novita' del tradizionale appuntamento annuale e' la forte attenzione nei confronti delle malattie mentali all'interno delle carceri. "Il carcere oggi- spiega il presidente SIMSPe Lucania- si presenta in una maniera decisamente anomala rispetto a pochi anni fa. Questo perche' e' cambiato profondamente il nostro tessuto sociale: il fatto che oggi ci sia la possibilita' di essere presenti in tutto il mondo in maniera virtuale complica particolarmente la nostra stabilita' mentale. Questo aspetto comporta aspetti traumatici e drammatici all'interno delle carceri, una difficolta' che aumenta esponenzialmente nei casi di gravi problemi di dipendenza. I disturbi psichici sono una delle prime malattie nelle carceri: un problema da risolvere il prima possibile nella speranza che non comporti disturbi ben peggiori". (DIRE)

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