26 maggio 2016 ore: 12:46
Non profit

Chiara, psicologa e volontaria con il cuore tra i poveri della Bolivia

Dopo aver svolto un tirocinio di 6 mesi presso l’università dei poveri nello Yungas, vicino La Paz, Chiara è diventata psicologa e riparte per raggiungere l’orfanotrofio di Sucre. E parla dei suoi progetti
Chiara Nardi 1

Università dei poveri

Chiara Nardi con alcuni studenti
Chiara Nardi 5

SUCRE (Bolivia) - Ventisette anni, una laurea nel cassetto, l’abilitazione da psicologa e la voglia di aiutare gli altri invece di rincorrere la carriera come fanno molti. L’esperienza di Chiara Nardi inizia a maggio del 2014 quando, ancora studentessa di psicologia dell’educazione e dello sviluppo all’università Salesiana di Roma, sceglie di fare il tirocinio universitario in Bolivia, nello Yungas, presso l’Unidad Campesina Academica- Carmen Pampa. “Volevo fare - spiega Chiara - un’esperienza all’estero in un paese povero, sopratutto per vivere una realtà diversa dalla nostra dove non c’è tutto quello di cui disponiamo in Italia”. 

Università dei poveri
Chiara Nardi 1

All’università dei poveri come tirocinante. L’università dei poveri, così comunemente chiamata, è stata fondata nel 1993 dall’università cattolica boliviana insieme alle suore missionarie francescane dell’immacolata concezione e alla diocesi di Coroico. Ad oggi l’università ospita 700 studenti, provenienti da famiglie economicamente svantaggiate, che seguono corsi di veterinaria, agraria, infermieristica ed ecoturismo pagando delle rette convenzionate. Per Chiara è stata un’esperienza di tirocinio particolarmente dura, basti pensare che la Bolivia vanta tristi record legati all’alcolismo. Come indica l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 9% delle persone sopra ai 15 anni in Bolivia ha una forte dipendenza dall’alcool. 

Università dei poveri
Chiara Nardi 2

Lavorando come psicologa presso uno studio all’interno dell’università, Chiara Nardi ha accolto ragazzi dai 18 ai 23 anni e si è trovata ad affrontare, oltre a situazioni di estrema povertà e di violenza, anche numerosi problemi legati alla mancanza di educazione sessuale tra gli studenti che troppo spesso si ritrovano in gravidanze non desiderate.-  “La cosa più difficile – racconta - è stata riuscire a non aiutare. I ragazzi, oltre all’aiuto psicologico, chiedono spesso soldi ma sai che non puoi darglieli, anche se vorresti. L’università è certamente un’importante opportunità per ragazzi che provengono dalle zone rurali della Bolivia seppure molti, terminati gli studi, preferiscono tornare a casa per aiutare la famiglia con le competenze che hanno acquisito”.

Tra i piccoli orfani di Sucre. A termine dell’esperienza di tirocinio, Chiara torna a Roma e, dopo aver superato l’esame di stato da psicologa, decide a marzo 2016 di ripartire alla volta dell’orfanotrofio Tata Juan de Dios a Sucre, gestito dalle suore di S. Antonio da Padova, portando con sé alcune donazioni da Roma. A spingerla a tornare in America Latina e a trovarsi nuovamente tra persone in difficoltà ha inciso la consapevolezza del bisogno, in queste aree, dell’aiuto di persone qualificate. 

Orfanotrofio Sucre
Chiara Nardi 3

L’orfanotrofio dove Chiara collabora come volontariaospita 30 bambini, da 0 a 5 anni di età, divenuti orfani oppure sottratti alle famiglie dai servizi sociali proprio per problemi legati all’alcolismo dei genitori. A gestire l’orfanotrofio 3 suore con alcune collaboratrici oltre a numerosi volontari. “Mi occupo di stare con i bambini - spiega Chiara - di giocare, farli mangiare e di cambiarli. Passare del tempo con loro è emozionante, seppure si tratta di una realtà triste soprattutto perché le collaboratrici dell’orfanotrofio non hanno sempre il tempo per coccolare i piccoli che quindi, con gli anni, manifestano forti carenze affettive”. Purtroppo, anche a causa dei farraginosi regolamenti per le adozioni, sono pochissimi i bambini che riescono a trovare una famiglia disposta ad accoglierli. “Oltre alle adozioni - continua - qui servono volontari preparati che abbiano un’alta professionalità”. 

Orfanotrofio Sucre
Chiara Nardi 4

Il progetto. Chiara tornerà presto a Roma ma non vuole assolutamente terminare la sua esperienza di volontariato all’estero, in particolare in Bolivia. “Mi piacerebbe che l’esperienza che ho fatto diventi un tirocinio regolare per dare la possibilità ai ragazzi italiani di toccare con mano realtà difficili e apprezzare le cose che hanno. Vorrei creare dei progetti convenzionati tra l’Italia e la Bolivia; qui servono figure che aiutano e che abbiano forti competenze”. (Luca Basiliotti)

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