5 giugno 2017 ore: 14:26
Ambiente

Clima, Focsiv: “Tutti inquinano, ma per i paesi poveri conseguenze più gravi"

L'analisi del direttore Attilio Ascani, che sull’uscita degli Usa dall’Accordo di Parigi dice: “Oltre a non ridurre le emissioni gli Usa taglieranno i contributi al Fondo Ambiente, fondamentale per i trasferimenti di tecnologia nel Sud del mondo”. L’8 giugno a Bologna iniziativa sulla finanza sostenibile in vista del G7Ambiente
Ambiente. Accordo di Parigi sul clima

BOLOGNA – “Attualmente c’è una carestia in corso in 4 Paesi, tutti africani: Sud Sudan, Ciad, Somalia e Repubblica Centrafricana. Sono Paesi dove le emissioni di CO2 e gas serra sono estremamente basse ma l’impatto causato dai cambiamenti climatici è pesante. E manca la capacità di adattarsi”. A parlare è Attilio Ascani, direttore di Focsiv (la Federazione degli organismi cristiani servizio internazionale volontario), che sul tema della relazione tra cambiamenti climatici e povertà dice “sono i Paesi più poveri a pagare il prezzo più alto”, ricordando le parole di Papa Francesco. “L’effetto dei cambiamenti climatici si sente anche da noi, nel Nord del mondo, ma noi siamo in grado di gestirli, abbiamo le risorse e le tecnologie, ad esempio, in agricoltura siamo capaci di far fronte anche a lunghi periodi di siccità – aggiunge – I Paesi dell’area saheliana hanno un’agricoltura basata sul ciclo della stagione delle piogge ma hanno poche infrastrutture per sopperire a cicli stagionali sfalsati, da qui le carestie”. La stessa cosa si può dire dei cicloni che hanno colpito le Filippine, “Paese certo non ricco e poco inquinante. Il fatto è – continua Ascani – che tutti inquinano, c’è chi inquina di più ma sono i poveri a subire le conseguenze più gravi”. 

In questo quadro si inserisce la decisione del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di uscire dall’Accordo di Parigi sul clima. “Gli Stati Uniti non si stanno assumendo la responsabilità che dovrebbe avere un Paese che è il secondo al mondo per emissioni di gas serra e, inoltre, taglieranno il contributo al Fondo ambiente che dovrebbe sostenere i Paesi poveri e aiutarli a rispondere ai cambiamenti climatici attraverso il trasferimento di tecnologie e la produzione attraverso tecnologie pulite”, spiega Ascani. Per spiegare l’importanza del trasferimento di tecnologia, Ascani fa l’esempio dell’energia elettrica: “Noi stiamo cercando di portare la produzione verso fonti rinnovabili, ma noi l’energia ce l’abbiamo. C’è un miliardo di persone nel mondo che non ha accesso all’elettricità, siamo tutti d’accordo sul fatto che hanno diritto di averla, ma devono continuare a inquinare per produrla? O possono utilizzare risorse e tecnologie senza aumentare l’emissione di CO2?”.

Focsiv è impegnata in 38 Paesi nel mondo sull’accesso all’energia e sulla produzione di cibo. “Sosteniamo l’agricoltura familiare che garantisce alle persone il controllo della terra e un cibo migliore senza aumentare l’inquinamento”, spiega Ascani. L’economia ha, infatti, un grande impatto su ambiente e società. Un esempio è quello della terra. “In Africa e in molti Paesi nel mondo la proprietà della terra è concentrata nelle mani di poche persone che sfruttano le persone, il caporalato non c’è solo in Italia, e l’ambiente con metodi inquinanti – continua – Al contrario, la produzione di cibo nelle mani di piccoli contadini è sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia da quello sociale”. 

Altro tema è quello della finanza ovvero la scelta di investimenti ecosostenibili. Se ne parlerà l’8 giugno a Bologna nel convegno “Laudato Si’ per la transizione energetica e una finanza sostenibile. L’impegno cattolico e gli uomini di buona volontà per promuovere l’ecologia integrale” organizzato dall’Arcidiocesi di Bologna insieme all’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro Cei e a Focsiv e inserito nelle iniziative All4theGreen in concomitanza con il G7Ambiente che si terrà a Bologna l’11 e il 12 giugno. (lp)

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