20 settembre 2020 ore: 10:00
Non profit

Covid-19. Papa Francesco: “Il vaccino dovrà essere universale, per tutti”

di Stefano Caredda
Rivolgendosi agli oltre 200 volontari del Banco Farmaceutico, in udienza ieri per i 20 anni dalla fondazione, il pontefice ha ricordato il tema della “marginalità farmaceutica”. “Troppe persone, troppi bambini muoiono ancora nel mondo perché non possono avere quel farmaco che in altre regioni è disponibile”
Papa all'Angelus - SITO NUOVO
ROMA - “Chi vive nella povertà, è povero di tutto, anche di farmaci, e quindi la sua salute è più vulnerabile. A volte si corre il rischio di non potersi curare per mancanza di soldi, oppure perché alcune popolazioni del mondo non hanno accesso a certi farmaci. C’è anche una “marginalità farmaceutica”, e questo dobbiamo dirlo. Questo crea un ulteriore divario tra le nazioni e tra i popoli”. Così Papa Francesco, durante l’udienza di sabato 19 settembre avuta con oltre 200 volontari del Banco Farmaceutico che quest’anno celebra i vent’anni dalla nascita. 
 
Solo pochi giorni fa, la pubblicazione del nuovo bilancio sociale del Banco aggiornava i dati sulle donazioni. Nel 2019 sono state raccolte quasi 1,8 milioni di confezioni di farmaci per un valore di più di 19 milioni di euro, ma i dati sul 2020 preannunciano un sorpasso. Nei primi 6 mesi del 2020, infatti, sono stati raccolti 1,2 milioni di confezioni per un valore di oltre 15 milioni di euro. Anche il numero dei volontari impegnati è aumentato nei mesi della pandemia: nel 2020 i volontari sono 22,2 mila contro i 20 mila dell’anno precedente. Oltre 4,4 mila le farmacie convenzionate nel 2019, quasi 5 mila nel 2020.
 
Ai volontari del Banco Farmaceutico, il Papa ha ricordato: “Sul piano etico, se c’è la possibilità di curare una malattia con un farmaco, questo dovrebbe essere disponibile per tutti, altrimenti si crea un’ingiustizia - ha aggiunto Papa Francesco -. Troppe persone, troppi bambini muoiono ancora nel mondo perché non possono avere quel farmaco che in altre regioni è disponibile, o quel vaccino”. 
 
Bergoglio, poi, ha sottolineato il “pericolo della globalizzazione dell’indifferenza”. “Vi propongo invece di globalizzare la cura - ha aggiunto -, cioè la possibilità di accesso a quei farmaci che potrebbero salvare tante vite per tutte le popolazioni. E per fare questo c’è bisogno di uno sforzo comune, di una convergenza che coinvolga tutti. E voi siete l’esempio di questo sforzo comune”.
 
Il Papa ha ricordato anche il lavoro dei tanti ricercatori impegnati nella scoperta di nuove cure. “Auspico che la ricerca scientifica possa progredire per cercare sempre nuove soluzioni a problemi vecchi e nuovi - ha continuato -. Il lavoro di tanti ricercatori è prezioso e rappresenta un magnifico esempio di come lo studio e l’intelligenza umani siano capaci di far crescere, per quanto possibile, nuovi percorsi di guarigione e di cura”. Un richiamo anche alle aziende farmaceutiche che, “sostenendo la ricerca e orientando la produzione, generosamente possono concorrere ad una più equa distribuzione dei farmaci”. Per Papa Francesco, anche i farmacisti “sono chiamati a svolgere un servizio di cura in prossimità alle persone più bisognose - ha aggiunto -, e in scienza e coscienza operano per il bene integrale di quelli che a loro si rivolgono.
Anche i governanti, attraverso le scelte legislative e finanziarie, sono chiamati a costruire un mondo più giusto, in cui i poveri non vengano abbandonati o, peggio ancora, scartati”.
 
In conclusione, il pontefice ha ricordato la recente esperienza della pandemia e l’impegno dei tanti poli di ricerca e delle case farmaceutiche nell’individuazione del vaccino contro il Covid-19. Per il Papa, l’attuazione situazione, “oltre a una grande emergenza sanitaria in cui sono già morte quasi un milione di persone, si sta tramutando in una grave crisi economica - ha aggiunto -, che genera ancora poveri e famiglie che non sanno come andare avanti. Mentre si opera l’assistenza caritativa, si tratta di combattere anche questa povertà farmaceutica, in particolare con un’ampia diffusione nel mondo dei nuovi vaccini. Ripeto che sarebbe triste se nel fornire il vaccino si desse la priorità ai più ricchi, o se questo vaccino diventasse proprietà di questa o quella Nazione, e non fosse più per tutti. Dovrà essere universale, per tutti”.
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