4 maggio 2018 ore: 12:41
Giustizia

Diritti dei detenuti, istituita per la prima volta a Lecce la figura del garante

Nominata dal comune Maria Mancarella, lunga carriera universitaria come docente di Sociologia della famiglia. “Conoscere e organizzare la realtà che ho di fronte, il primo impegno. E occorre lavorare per istituire dentro il carcere un punto di ascolto dell’Uepe territoriale”
Detenuti. Mano su sbarra

LECCE - Si chiama Maria Mancarella, e da circa due settimane è stata nominata garante dei diritti delle persone private della libertà personale. È la prima volta che il comune di Lecce si dota di questa figura, una nomina frutto di una volontà precisa dell’amministrazione nei confronti della realtà penitenziaria e di un impegno assunto con la direttrice della casa circondariale di Borgo San Nicola. Una lunga carriera accademica alle spalle come docente di Sociologia della famiglia e politiche sociali presso l’Università del Salento, Mancarella è stata scelta nell’ambito di un avviso pubblico emesso dal comune di Lecce. La nuova garante dei diritti dei detenuti ha anche ricoperto per alcuni anni il ruolo di giudice onorario presso il tribunale per i minorenni; ha fatto parte del primo gruppo che è andato poi a costituire la realtà attuale del marchio “Made in carcere”, e si è occupata della formazione dell’equipe interdisciplinare che circa quindici anni fa venne costituita per supportare i nuovi ingressi in carcere nelle prime ore dentro la struttura, quelle più dure da affrontare.

“Di fronte a un compito delicato come questo - di controllo, garanzia, collegamento tra detenuti, struttura stessa del carcere e cittadinanza - i primi impegni da assumere sono conoscere e organizzare la realtà che ho di fronte – afferma Mancarella –. Esistono molte attività a sostegno dei detenuti portate avanti dentro Borgo San Nicola grazie all’impegno di associazioni di volontariato locali e non solo. Occorre realizzare una mappatura di questa realtà. E fare in modo che i detenuti, così come i familiari, sappiano che è presente la figura del garante, istituendo un sito web ed un indirizzo mail di riferimento”. Molti i temi sul tappeto e i nodi da affrontare.

“C’è il tema fondamentale del rapporto con l’esterno – spiega la garante-. Qui dentro il carcere di Borgo San Nicola esiste anche una sezione di fine pena mai, si pone quindi tutto il problema della qualità del rapporto con la persona ergastolana; nel caso delle condanne brevi, invece, è ancora più forte la necessità di garantire il contatto con l’esterno, che si preservi nel modo migliore possibile considerando proprio il breve periodo della detenzione. Esiste poi il problema delle madri detenute, soprattutto quelle che hanno figli al di fuori dell’età in cui è consentito loro permanere in carcere”. Il ruolo della garante si rivolge anche ai minori ospitati nella casa di reclusione presente nel territorio di Lecce per le situazioni più gravi – da cercare di reindirizzare sulla strada della consapevolezza – e investe anche le problematiche della scuola e del lavoro all’interno del carcere, nella prospettiva dell’uscita e del reinserimento. “Occorre far sì che ciò che è nei diritti delle persone detenute venga garantito, sensibilizzando la cittadinanza verso la struttura carceraria - precisa Mancarella -, senza dimenticare che certamente la gestione della giustizia è a monte, non a valle del carcere. Penso ad esempio al tema delle pene alternative alla detenzione. L’Ufficio di esecuzione penale esterna territoriale-Uepe-, così importante per il transito verso la fine della pena, chiede che venga istituito un punto di ascolto dentro la struttura. E anche su questo occorrerà lavorare. Farò riferimento a realtà nazionali importanti, anche per orientarmi in questo primo periodo, come quelle di Milano, Firenze, Torino, dove la figura del garante esiste già da tempo e funziona”. (sm) 

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