24 novembre 2015 ore: 13:07
Giustizia

Donne, Boldrini: battaglia contro la violenza non è vinta, mai abbassare la guardia

"Non dobbiamo abbassare la guardia. Mettere la crocetta sulla casella 'azioni di contrasto alla violenza contro le donne', come se non dovessimo piu' occuparcene. Come se la battaglia fosse vinta". Lo dice la presidente della Camera, Laura Bo...
Augusto Casasoli/A3/Contrasto Laura Boldrini

Laura Boldrini

Roma - "Non dobbiamo abbassare la guardia. Mettere la crocetta sulla casella 'azioni di contrasto alla violenza contro le donne', come se non dovessimo piu' occuparcene. Come se la battaglia fosse vinta". Lo dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, in occasione della cerimonia per la consegna del premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne.

"E' di pochi giorni fa- sottolinea Boldrini- la pubblicazione di un sondaggio i cui risultati non esiterei a definire agghiaccianti: il 20% dei giovani uomini italiani - molti di piu' della media, che comprende anche i loro padri ed i loro nonni - infatti, reputa normale che un uomo tradito diventi violento. Meno della meta', il 45%, di tutti gli uomini in Italia oggi si pone fermamente dalla parte delle donne, mentre il 35% ritiene che la violenza di genere sia un fenomeno da regolare 'tra le pareti di casa' ed il 20% imputa la responsabilita' ai comportamenti delle donne. La battaglia, dunque, e' tutt'altro che vinta. Sono certa, pero', che con l'aiuto di tantissimi veri uomini, come quelli che sono qui oggi, la vinceremo".

Boldrini sottolinea che con il premio "diamo seguito, infatti, a quanto avevamo promesso poco piu' di un anno fa, in occasione del convegno internazionale per celebrare l'entrata in vigore della Convenzione di Istanbul. Un trattato fondamentale e fortemente innovativo, che definisce la violenza contro le donne, tutte le violenze, comprese quelle di natura psicologica, come una violazione dei diritti umani. Non piu' un fatto privato, dunque, da nascondere tra le mura domestiche o di cui tacere se viene perpetrato fuori di casa. Un trattato che affronta il fenomeno della violenza contro le donne nella sua interezza ed in tutta la sua complessita', dalla prevenzione alla protezione delle vittime, dalla repressione alle attivita' culturali e di sensibilizzazione per cambiare la mentalita' che conduce alla violenza".

Un trattato, continua la presidente della Camera, "firmato in una citta' che oggi si trova al crocevia di tanti tipi di violenza che colpiscono le donne e le bambine: donne e bambine in fuga dalle bombe del regime di Assad e dai massacri del sedicente Stato islamico; yazide sopravvissute alle sevizie inimmaginabili inflitte loro dai miliziani di Daesh; vittime di tratta destinate alla schiavitu' sessuale. Conflitti, torture, violenze da cui sono in fuga o vittime anche migliaia di donne in arrivo sulle coste italiane, che hanno bisogno di assistenza specializzata, sostegno e protezione".

Quello delle donne immigrate vittime di violenza, doppiamente vulnerabili, e' il tema oggetto della tesi di laurea di Gabriella Taras, una delle vincitrici di questa prima edizione del Premio, fortemente voluto dalla Presidenza della Camera e dalla deputate della Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Un Premio che intende contribuire a sostenere quell'azione culturale cui facevo cenno qualche minuto fa, promuovendo un cambiamento nella percezione diffusa della violenza di genere - e nei modelli di femminilita' e di maschilita' che generano questi comportamenti - ma anche sostenendo le analisi rigorose che scavano alla radice di questo fenomeno. Come fa Cristina Oddone, l'altra vincitrice, con la sua 'etnografia di un centro d'ascolto per uomini maltrattanti'.

La presidente della Camera aggiunge: "La nostra iniziativa ha avuto uno straordinario successo gia' nel primo anno, in cui sono state ricevute ben settantacinque tesi di laurea - magistrali e di dottorato - e proseguira' nei prossimi anni. Non solo per perseguire gli obiettivi di cui parlavo, ma anche perche' occorre tenere i riflettori accesi su questo orrendo fenomeno, che non appare in diminuzione e di cui, purtroppo, i nostri mezzi d'informazione si occupano molto meno di quanto non facessero due anni fa, quando il Parlamento italiano ratifico' - come primo atto della legislatura - la Convenzione di Istanbul".

Boldrini conclude: "Due mesi fa, il Governo ha approvato il Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, che prevede una serie di interventi articolati e sinergici per prevenire, contrastare, reprimere ed effettuare azioni di sensibilizzazione sul tema. Sono stati stanziati i fondi per queste attivita', anche se occorrerebbe fare uno sforzo ulteriore, soprattutto nel campo della prevenzione, fosse anche solo perche' i costi della violenza di genere sono enormi, sebbene difficilmente calcolabili".(DIRE)

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