30 giugno 2016 ore: 11:36
Disabilità

Futuri Lea, è un "gioco del cerino" tra le parti. Critiche della Fish

A pochi giorni dal botta e risposta tra ministero della Salute e Conferenza delle Regioni, la nuova versione del decreto è ancora da approvare. Riscrive in 63 articoli i livelli essenziali di assistenza. Contiene anche il nuovo nomenclatore protesico e l’aggiornamento degli elenchi di malattie croniche e rare. Fish: “Tradisce Convenzione Onu, legge autismo e Dopo di noi”
Terzo settore. Assistenza a anziani

ROMA - I nuovi Lea non escono dall’impasse: il testo che finalmente dovrebbe aggiornarli è pronto ormai da tempo, ma impantanato tra l’approvazione della Conferenza Stato-Regioni e la copertura finanziaria del ministero dell’Economia.

Il "gioco del cerino". Nei giorni scorsi, la sorte del testo normativo tanto atteso in ambito socio-sanitario è stata oggetto di un botta e risposta tra la ministra Lorenzin e le regioni. La prima indirizzava alle Conferenza Stato-Regioni, insieme al nuovo testo del decreto, una lettera al presidente della Conferenza Stato-Regioni, esprimendo la propria “grande preoccupazione” per “una situazione di stallo nel procedimento di approvazione del Dpcm recante i nuovi Lea e il nuovo Nomenclatore protesico, per il quale la legge di stabilità stanzia 800 milioni di euro annui”. Il ministro definiva questo ritardo “molto grave per tutti i cittadini italiani che attendono i nuovi Lea ormai da 15 anni”. Lorenzin sollecitava quindi la Conferenza delle Regioni e la Ragioneria generale dello Stato ad accelerare i tempi, “per ripristinare uno stato di normale funzionamento istituzionale”. 

Non si è fatta attendere la risposta, piuttosto sorpresa, del presidente della Conferenza Stefano Bonaccini: “Non so a cosa si riferisca esattamente il Ministro quando fa riferimento ad una burocrazia che ‘blocca un iter avviato’, ma certo non credo si possano imputare ritardi alle Regioni, che, forniranno il loro parere nei tempi previsti. Ma ricordo che si tratta di un decreto del Governo, su cui devono essere fortemente concordi tutti i dicasteri coinvolti”.

Aggiornati nomenclatore protesico ed elenchi malattie rare e croniche. E mentre va avanti quello che Boccaccini definisce il “gioco del cerino” tra le istituzioni competenti, il testo del decreto è stato anticipato, nei giorni scorsi, dal Sole 24 ore. In estrema sintesi, esso riscrive, in 63 articoli, i criteri dei nuovi Livelli essenziali di assistenza in 3 ambiti: “prevenzione collettiva”, “assistenza distrettuale” e “assistenza ospedaliera”. Una delle principali novità rispetto al vecchio decreto è rappresentata dal nuovo nomenclatore sull’assistenza protesica, insieme all’aggiornamento degli elenchi delle malattie croniche e della patologie rare. Aggiornamenti, tutti questi, che si attendevano con particolare apprensione, visto che, dal 2001 (data a cui risale il vigente decreto) ad oggi, tanti sono stati i progressi in ambito protesico-tecnologico, medico e scientifico.

Le critiche della Fish. Oggi, mentre l’aggiornamento è ancora solo sulla carta, arrivano però le osservazioni nel merito da parte della Fish che oltre a definire “scandaloso” il ritardo dell’approvazione, considera “notevolmente insoddisfatto chi, come la Fish, si attendeva una svolta netta nella direzione dei principi della Convenzione Onu. Ma non è certo questa l’unica norma ad essere ‘tradita’ – osserva Fish -: lo sono anche la legge 134/2015 in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie e ancora la recentissima legge 22 giugno 2016, n. 112/2016 sul Dopo di noi”. 

Tradisce la Convenzione Onu. Per quanto riguarda la Convenzione Onu, essa “descrive un sistema non assistenzialistico né compensativo della menomazione, indicando piuttosto una proiezione verso processi e sostegni (servizi) finalizzati all’inclusione sociale e alla partecipazione attiva alla vita di comunità. Al contrario – continua Fish - nei futuri Lea ciò che riguarda le prestazioni riabilitative, la parte di integrazione socio-sanitaria e gli ausili e protesi, risente di una vetusta impostazione impropria persino se si seguono le direttive dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Eppure – nota ancora la Fish - il nostro Paese ha prodotto buone pratiche riconducibili ai diritti fondamentali come il budget di salute o i centri per gli ausili o, ancora, le agenzie per la vita indipendente. Servizi decisamente avanzati anche nel panorama internazionale che non trovano riscontro alcuno, nemmeno nello spirito, nei Livelli essenziali”. 

Tradisce le recenti leggi su autismo e Dopo di noi. Per quanto riguarda il “tradimento” delle due recenti leggi sull’autismo e sul ‘dopo di noi’ - commenta Vincenzo Falabella, presidente della Fish – queste non vengono recepite. Nel primo caso, la legge prevede lo sviluppo di servizi in grado di garantire un’adeguata presa in carico di persone ad alto bisogno assistenziale con necessità di un’elevata qualificazione tecnico-professionale. Nel secondo caso, invece, la nuova normativa legge dello Stato sostiene con chiarezza che bisogna procedere a forme di de-istituzionalizzazione delle persone con disabilità residenti in strutture socio-sanitarie, che spesso sono nel mirino dei Nas e definite dalla stampa dei veri e propri lager”. Nulla di tutto questo, secondo Fish, è recepito dai nuovi Lea.

“Operare alcuni stralci”. Alla luce di tutto questo, “Fish ritiene che vada considerata l’opportunità di operare alcuni stralci. Pensiamo alla parte socio-sanitaria o a quella degli ausili e della riabilitazione. Finora – osserva Fish - non erano incluse nei Lea, ma erano il risultato di altri provvedimenti ed accordi fra Stato e Regioni. Stessa riflessione valga per l’autismo: grazie alla recente normativa, gli interventi diagnostici, di cura e di abilitazione possono essere meglio regolati e attuati al di fuori del monolitico impianto dei Lea. Stralciare quelle parti – conclude Fish – consentirebbe di raggiungere in modo efficace e congruente obiettivi più elevati e condivisi su ambiti di enorme rilevanza”.

Critiche anche d i deputati M5S in commissione Affari Sociali, i quali ricordano che “per dare il via libera definitivo serve prima la ‘bollinatura’ del ministero dell’Economia e, dunque, la questione sui nuovi Lea va sciolta a monte tra il dicastero di via XX Settembre e quello guidato dalla Lorenzin". E annunciano: "per fare chiarezza rispetto a quanto avvenuto, sapere a che punto siano procedure di approvazione dei nuovi Lea, e ricevere indicazioni chiare sulle tempistiche, presentereremo un’interrogazione ai ministeri dell’Economia e della Salute". (cl)

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