12 marzo 2015 ore: 15:10
Società

Gli oratori? Frequentati da adulti e importanti per i musulmani

Ricerca Ipsos sulla Lombardia, sono 2.307, presenti in più di sette parrocchie su dieci, sono in media posti grandi. Scola, arcivescovo di Milano: "Luoghi fondamentali per l'integrazione dei musulmani di seconda generazione"
Oratorio estivo a milano

MILANO - Altro che in declino: 2.307 oratori lombardi sono più vivi che mai. E aprono sempre di più ai giovani stranieri. È quanto afferma la ricerca "Gli oratori lombardi", realizzata dal centro di ricerche Ipsos su commissione della Curia di Milano. La platea degli intervistati già è confortante: l'82% degli oratori lombardi ha risposto alle domande dei ricercatori Ipsos, tanto che più che un'indagine la ricerca è "un vero e proprio censimento, il primo di questo genere, degli oratori", spiega il direttore di Ipsos Nando Pagnoncelli. Nel 75% delle parrocchie (3.068 in totale) c'è un oratorio, segno che ancora la diocesi crede in questi luoghi di aggregazione per i giovani.

Gli oratori sono spesso grandi: in media, hanno 12 strutture a cui se ne aggiungono tre ancora da costruire. Secondo il campione, nel 30% dei casi non c'è un campo sportivo ma servirebbe, così come nel 24% dei casi mancano e si sente le aree attrezzate con i giochi infantili e (23%) le aule computer e audiovisivi.

- Gli oratori sono luoghi sempre aperti: si va da una percentuale minima il lunedì (quando sono sei su dieci) fino alla domenica dove il 95% delle strutture accoglie ragazzi e famiglie. Le attività che si svolgono all'interno degli oratori sono numerose: in più di nove su dieci si svolgono feste speciali, attività ricreative libere e l'oratorio estivo. Anche la formazione liturgica è molto frequente: l'85% degli oratori la offre e mentre l'80% la formazione liturgica. Meno frequenti le attività di comunicazione (giornalino, internet), ferme a tre oratori su dieci, e quelle ecologiche e ambientali, all'11%. Nel 15% degli oratori si svolgono attività specifiche per gli stranieri, compreso, in qualche caso, un momento di preghiera per i musulmani.

Gli oratori sono frequentati soprattutto dagli adulti: quasi la metà di chi lo vive ha più di 30 anni, seguiti dai minorenni (32%). In media almeno un bambino su dieci è straniero (di questi un terzo sono i musulmani) e gli oratori frequentati sono l'86% del totale. In leggera maggioranza le donne, il 56% di chi frequenta. Il 98% degli oratori si avvale di almeno un collaboratore o volontario laico. In media sono 78, 20 dei quali impiegati come catechisti e altrettanti per l'oratorio estivo. Diociotto sono impiegati per i servizi di bar e pulizia, 16 per il tempo libero e altri 14 sono allenatori. In totale più di un quarto del mondo che gravita attorno agli oratori percepisce uno stipendio.

Gli oratori non sono isolati: solo il 12% non ha collaborazioni con enti o servizi, mentre il 38% ne ha più di cinque attive. La provincia più attiva, sotto questo punto di vista, è Bergamo, dove solo il 5% non ha relazione mentre più della metà ne hanno più di cinque. All'ultimo posto della classifica, invece, gli oratori della diocesi di Como: il 23% non ha relazioni e il 27% ne ha con più di cinque realtà.

Un'ultima parte della ricerca è stata affidata alle opinioni degli stakeholder degli oratori quindi alle associazioni, ai genitori, agli educatori che lo frequentano. Il risultato conferma che gli oratori sono uno dei princilìpali luoghi di aggregazioni per l'infanzia, se non l'unico luogo possibile. L'attività più svolta è quella sportiva: non a caso il Csi, la federazione sportiva oratoriale, conta in Italia più di un milione di iscritti, di cui 300 mila di provenienza lombarda. Il motivo principale per cui i genitori si fidano è che ritengono l'oratorio un luogo sicuro per ragazzi (54%) e bambini (52%).  "Ritengo che gli oratori siano uno dei luoghi principali per l'integrazione dei giovani musulmani di seconda generazione", afferma l'arcivescovo di Milano Angelo Scola. Il valore e il siccesso sta sia nella nascita della proposta oratoriale "dal basso", ma soprattutto "dall'avere un volto e un nome". "L'oratorio – conclude – fa vedere l'energia aggregativa della fede". (lb)

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