24 febbraio 2016 ore: 13:55
Non profit

I dipendenti di Poste italiane diventano volontari al fianco dei più deboli

Presentati a Roma i sedici progetti sociali finanziati dalla Fondazione Poste Insieme. Tra le iniziative: una casa famiglie per madri detenute, un numero verde d'emergenza per i bambini scomparsi. Presto anche un progetto dedicato a Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso in Egitto
Poste insieme Onlus

Roma - Dopo sei mesi dalla sua presentazione, la Fondazione di Poste Italiane, Poste Insieme Onlus, ha avviato sedici nuovi progetti rivolti all’infanzia, alla famiglia e alle persone anziane. Le iniziative finanziate sono stati presentate oggi a Roma nell’Ufficio Postale di San Silvestro dalla presidente di Poste Italiane, Luisa Todini, e dall’amministratore delegato Francesco Caio. All’incontro, moderato dal direttore di Redattore Sociale, Stefano Trasatti, hanno partecipato anche il Forum nazionale del Terzo Settore, il Coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato e di Assifero e l’organismo di rappresentanza di oltre cento fondazioni bancarie e aziendali.

Presentazione di Poste insieme Onlus
Poste insieme Onlus

“Il 24 luglio del 2015 abbiamo lanciato la Fondazione Poste Insieme. Oggi vogliamo certificare quello che siamo riusciti a realizzare e misurare il ritorno sociale dell’investimento”, ha spiegato la presidente Luisa Todini. “Il nostro obiettivo è quello di ottimizzare l’utilizzo delle nostre risorse per attività sociali. Poste Italiane dal 1862 intercetta i bisogni dei suoi clienti, il passo in più che facciamo adesso è quello di coinvolgere anche i nostri dipendenti in azioni di volontariato”.

Tra i progetti finanziati in tutta Italia ci sono lo sviluppo digitale dei senior, sviluppato da Senior Italia FederAnziani e l’ampliamento del numero di emergenza 116000 per bambini scomparsi di Telefono Azzurro. “Abbiamo scelto di sostenere necessità accertate e non transitorie”, ha continuato Todini. “Con l’associazione Mentoring Italia abbiamo affiancato a 165 studenti dei volontari per aiutarli nello studio e combattere la dispersione scolastica. Quaranta di questi mentori sono dipendenti delle Poste Italiane”.

Poste Insieme ha finanziato anche la prima casa famiglia protetta per madri detenute: “Vogliamo tirar fuori i bambini dalle carceri di Roma e di Milano. A breve inaugureremo la prima struttura nel quartiere Eur di Roma. È una villa sequestrata alla criminalità organizzata”.  Il commissario straordinario di Roma, Francesco Paolo Tronca, ha voluto mandare un messaggio scritto di ringraziamento alla Fondazione: “Questo ente nato da poco ci sta sorprendendo per la sua concretezza. La prima casa famiglia d’Italia aprirà nella Capitale e accoglierà sei detenute di Rebibbia che saranno accompagnate ad una nuova vita da personale competente. Auguro alla Fondazione il successo che merita”, ha scritto.

Flavia Todini durante la presentazione ha annunciato che presto sarà avviato anche un progetto intitolato a Giulio Regeni, il ricercatore ucciso in Egitto. “Con l’appoggio della sua famiglia abbiamo voluto destinare parte dei fondi alle opere che Giulio amava e per cui si batteva”.

Per l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, “queste iniziative hanno l’obiettivo di mettere l’azienda al servizio del cittadino. Siamo qui oggi per fare un primo rendiconto delle cose fatte e misurare nel concreto quello che possiamo fare nel futuro”. Ha partecipato alla presentazione anche Federico Mento, direttore di Human Foundation, una fondazione che cerca di misurare proprio l’impatto sociale delle opere finanziate. “Cerchiamo di dotarci di strumenti che ci consentono di restituire ai donatori e ai beneficiari il valore delle nostre attività. Realizziamo attività di misurazioni e trasferiamo competenze alle organizzazioni”, ha spiegato.

Secondo Stefano Tabò, coordinatore nazionale dei Centri Servizio per il Volontariato (Csvnet), la novità della Fondazione Poste Insieme sta però nella sua capacità di favorire esperienze di volontariato: “Coinvolgere le persone è la nuova sfida del terzo settore e richiede uno sforzo aggiuntivo. Introdurre e accogliere volontari non è facile ma la gratuità e la solidarietà sono un patrimonio che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni”.

Per Vincenzo Costa del Forum Nazionale del Terzo Settore, “l’economia sociale rende più umane anche le aziende: Poste Italiane prende una parte degli utili che gli derivano dai servizi offerti alla sua utenza e glieli restituisce. Ma non solo. Incentiva la pratica del volontariato: in Italia ci sono 4 milioni di volontari che ogni giorno coniugano la parola ‘noi’. Questo rende migliore la nostra società”.

All’incontro è intervenuta anche Carola Carazzone, segretario generale Associazione Italiana Fondazioni ed Enti di Erogazione e di Assifero: “Il valore aggiunto delle fondazioni non è quello di tappare i buchi della spesa pubblica ma di sfruttare le loro unicità: le fondazioni hanno la possibilità di disporre di risorse private per il bene comune, assumendosi dei rischi che il pubblico non si vuole assumere”.  

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