30 agosto 2015 ore: 10:35
Disabilità

In viaggio per Santiago in sedia a ruote: ora c'è anche la guida

Fondatore della onlus Free Wheels, Pietro Scidurlo ha realizzato una guida per affrontare - tutti - il cammino. Insieme al giornalista Luciano Callegari. Una mappa per superare o abbattere gli ostacoli: "ostinatamente e controcorrente"
Il cammino di Santiago per tutti - Carrozzina sulla strada

“Non sono un supereroe, se l’ho fatto io possono farlo anche gli altri”. Così Pietro Scidurlo commentava la sua impresa: l’aver percorso il cammino di Santiago, circa 900 chilometri, in sedia a ruote. Era il 2013. Quelle parole non erano solo un modo per schermirsi, ma un programma di lavoro. Infatti ora è l’autore della Guida al cammino di Santiago per tutti, edito da Terre di mezzo. Per scriverla – come si racconta nel numero di luglio del magazine SuperAbile Inail - nel 2014 ha ripercorso il cammino due volte con Luciano Callegari, autore di numerose guide sempre sullo stesso percorso. Pietro ha anche fondato Free Wheels onlus, che fornisce tutela e sostegno alle persone disabili e alle loro famiglie e senza sosta si occupa della mappatura di itinerari accessibili per tutti. “Non possiamo certo aspettare che il cammino sia adattato e reso perfettamente accessibile nella sua interezza – scrivono nell’introduzione Pietro e Luciano –. Se aspettassimo tutto ciò, la nostra vita non basterebbe per vedere quel momento. E allora abbiamo affrontato di petto il problema e ci siamo detti: noi a Santiago ci andiamo lo stesso. E non solo: vogliamo che tutti possano partire e arrivare, con le loro abilità e disabilità”. Detto fatto. Chilometro dopo chilometro hanno cercato e trovato il modo per superare, aggirare o abbattere gli ostacoli: "ostinatamente e controcorrente". Hanno visitato strutture d’accoglienza, musei, chiese e monumenti, verificandone l’accessibilità. Ne è venuta fuori una guida che rende il cammino possibile non solo a chi si muove in sedia a ruote, ma anche alle persone anziane, ai bambini, ai dializzati e trapiantati (ci sono l’elenco e i recapiti dei centri medici specializzati lungo il percorso), ai celiaci (con indicazioni dei piatti da evitare e dei locali che hanno menù gluten free). “Abbiamo cercato di individuare tracciati alternativi ogni volta che il percorso segnato con le frecce gialle non ci è sembrato adatto alle carrozzine”. 

La guida di Pietro e Luciano sfata la credenza che i cammini siano una prerogativa delle persone atletiche. In realtà è innanzitutto un’esperienza interiore: ogni pellegrino inizia il percorso per i motivi più diversi e lo conclude scoprendo di sé aspetti nuovi. “Per me è stato trovare il Pietro migliore che cercavo”, ha ripetuto più volte Scidurlo. Nato 36 anni fa a Somma Lombardo (Varese), è paraplegico dalla nascita a causa di un errore medico. “Nel 2004 ho acquistato la mia prima handbike che mi ha rivelato la bellezza del camminare per il mondo con le mie “gambe”. Nonostante queste attività non riuscivo però ad accettare completamente la mia disabilità. L’esperienza del cammino mi ha aiutato a farlo”. Ogni anno circa 200mila pellegrini arrivano sulla tomba di San Giacomo. Fin dal Medioevo esistono diversi cammini e quello più conosciuto e più battuto parte da Saint Jean Pied de Port in Francia. La guida rende accessibile quest’ultimo, dichiarato nel 1985 patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Nel volume è possibile trovare indicazioni su come muoversi lungo il cammino, ma bisogna prepararsi per bene prima di partire. Che si usino le proprie gambe, oppure le braccia per spingere la sedia a ruote o ancora l’handbike, non ci si improvvisa pellegrini. Per esempio, chi è in carrozzina dovrà ogni giorno allenarsi su percorsi misti asfalto e sterrato, anche in salita e discesa. Chi pensa di andarci in handbike dovrà prima abituarsi a starci per diverse ore al giorno visto che non è comodissima, oltre che allenare i muscoli. Attenzione poi al bagaglio. La Guida da questo punto di vista è molto preziosa: aiuta a capire cosa è indispensabile mettere nello zaino, tutto il resto non serve. Infine, quando partire? In teoria è sempre possibile. Ma, avvertono Pietro e Luciano: “Alle persone che hanno problemi di disabilità motoria è consigliato evitare le stagioni in cui si può facilmente trovare freddo, pioggia e neve. Gli ausili motori perdono più facilmente aderenza con terreni fangosi, piovosi o addirittura innevati. Inoltre le limitate condizioni di mobilità possono determinare più facilmente il pericolo di ipotermia”. Fondamentale, però, è crederci. Come ha fatto Pietro e come stanno facendo tanti altri, che stanno postando le loro foto lungo il cammino sulla pagina Facebook di Free Wheels onlus. 

Giunta alla sua ottava edizione, la Guida al cammino di Santiago per tutti suddivide il percorso in 33 tappe fino a Compostela, più altre cinque per chi vuole arrivare a Finisterre e godersi l’Oceano. Per ogni tappa, sono descritti tre diversi itinerari: il cammino classico, un percorso che si svolge interamente su asfalto per chi usa l’handbike e uno per le sedie a ruote. Per lunghi tratti coincidono. Ogni tappa è corredata da una mappa, da un’altimetria e una tabella contenente i chilometri complessivi e i dislivelli in salita e discesa. Il percorso su asfalto è soprattutto su strade poco trafficate. Quello su carrozzina evita i tratti in cui siano presenti scale, pietre grosse o aguzze, terreni fangosi, salite o discese eccessivamente pendenti. Di ogni sterrato viene data comunque l’indicazione di percorribilità. (Dario Paladini)