24 novembre 2016 ore: 15:55
Disabilità

L'autismo sta con il sì: Angsa nazionale si schiera, ma tanti si dissociano

Il direttivo nazionale dell'associazione ha diffuso tra soci e sezioni regionali un comunicato, in cui ricorda “i grandi risultati raggiunti dal governo” in materia di autismo e, per “apprezzamento e riconoscenza”, dichiara il proprio sostegno alla riforma costituzionale. Ma famiglie e sedi regionali si dissociano. E la presidente nazionale replica: “Era un documento tecnico interno”
Referendum

ROMA – Fa discutere la nota diffusa in queste ore da Angsa nazionale tra soci e sezioni locali: il titolo del comunicato è una chiara dichiarazione di voto, “L'autismo sta con il sì”. Si legge che “le associazioni maggiormente rappresentative nel campo dell'autismo non possono dimenticare i grandi risultati raggiunti con la legge 134/2016, i nuovi Lea e l'istituzione della Fondazione italiana per promuovere la ricerca. Pur nel pieno rispetto dei propri dettami statuari che impongono equidistanza e imparzialità politica, le associazioni riconoscono all'attuale governo il buon lavoro svolto sui diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie e attendono con fiducia il completamento dello stesso, attraverso la revisione della Linea guida, di indirizzo e dei regolamenti, che consentiranno di rendere fruibili, ed in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, i servizi previsti. In ragione di tutto ciò – conclude Angsa – dell'apprezzamento e della riconoscenza per questi provvedimenti che cambieranno in meglio la vita delle persone con autismo, le associazioni ritengono questo governo meritevole della propria vigile fiducia, anche per il sostegno all'approvazione delle modifiche costituzionali da attuare con il prossimo referendum". Firmato: Angsa onlus e fondazione Marino.

Il documento, fatto circolare in rete da alcuni destinatari – singoli soci, associazioni e sezioni locali della stessa Angsa – suscita subito clamore. “L'autismo sta con il si? E chi lo dice? Dove è scritto? Angsa non è l'autismo, non rappresenta tutta la comunità che vive l'autismo – commenta subito l'associazione di famiglie 'Noi, un sorriso e gli autismi' - Inoltre un'associazione dovrebbe essere apolitica. Secondo l'art 48 della costituzione, il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Forse Angsa è con il sì, ma.non l'autismo. L'associazione 'Noi un sorriso e gli autismi onlus' si dissocia da tutto ciò e chiede pubblicamente una rettifica di tale comunicato, a nome delle tante famiglie che vivono l'autismo”.

Commenta Oreste De Rosa, padre di Federico De Rosa, ragazzo con autismo: “I non molti soggetti autistici i grado di votare andranno in cabina elettorale e voteranno per il sì o per il no, secondo la loro personale coscienza. Noi genitori di soggetti autistici lottiamo ogni giorno perché i nostri figli possano diventare autonomi”. E, insieme alle singole critiche di genitori e famiglie, arrivano anche le prese di posizione ufficiali da parte di alcune sezioni regionali dell'Angsa.

A dissociarsi dal comunicato c'è innanzitutto la presidente di Angsa Marche, Antonella Foglia, che così scrive a soci e sedi dell'associazione: “Mi dissocio del tutto dall'appello di Angsa nazionale per il referendum”. Da una parte perché “si tradisce il principio dell'equidistanza e iparzialità politica”, dall'altra perché “in questo referendum non si tratta di appoggiare o meno un governo, ma di votare una serie di riforme che ben poco hanno a che fare con l'operato del governo in materia di autismo”. Ma anche perché “molti di noi non sono propriamente soddisfatti dell'operato del governo per l'autismo”. Ufficiale presa di distanza anche da parte di Angsa Lazio, che sul suo profilo Fabebook posta il comunicato del direttivo nazionale e commenta semplicemente “Angsa Lazio si dissocia!”.

Abbiamo chiesto allora a Liana Barone, presidente nazionale di Angsa, le ragioni di questa discutibile presa di posizione. “Si trattava di un comunicato interno – ci spiega – e di una riflessione tecnica su cosa accadrebbe, sopratutto ai nuovi Lea, in caso di vittoria del no. Ma era appunto una questione tecnica, che si riferiva esclusivamente all'autismo: uno spunto destinato ai soci, non certo un comunicato ufficiale”. (cl)

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