25 giugno 2015 ore: 17:25
Immigrazione

La beauty fashonist afro: “L’impresa è nata dai miei capelli”

Evelyn Sarah Afaawua, ventisettenne brianzola nata in Francia da genitori ghanesi, vince il MoneyGram Award per la categoria giovani. Dal sito Nappytalia per la valorizzazione delle chiome crespe nascerà una produzione di cosmetici italiana
La beauty fashinist afro
La beauty fashinist afro

ROMA - “Vorrei portare un messaggio di accettazione – perché la mia impresa è nata insieme alla consapevolezza che non volevo più stirarmi i capelli ma valorizzarmi per quella che ero – e uno di consapevolezza – perché oggi è necessario capire che l’immagine tipica degli italiani non è più quella di un tempo, ma può avere anche chiome crespe e labbra carnose come le mie”: Così Evelyn Sarah Afaawua - ideatrice del sito www.nappyitalia.it che parla delle esigenze delle ragazze con i capelli afro dando suggerimenti e offrendo prodotti per la loro cura “al naturale”- è intervenuta questa mattina alla cerimonia di premiazione del MoneyGram Award 2015 di cui si è aggiudicata il premio per l’imprenditoria giovanile.

”Tutto è partito da una pagina facebook e dai miei capelli”, ha spiegato alla platea la ventisettenne che vive a Muggiò in provincia di Monza, ma è nata in Francia da genitori ghanesi. “Il blog è nato da un momento di confusione, in cui non riuscivo a capire se volevo essere italiana o ghanese - ha raccontato - ho deciso di valorizzare la mia duplice identità e di non stirarmi più i capelli”. “Avevo delle esigenze per questo, ma non c’era nulla dedicato a me nella società”. Per questo Afaawua ha deciso di crearlo lei. Dopo il blog, “quest'anno è iniziata la grande avventura della vendita di prodotti per capelli”. Attualmente i prodotti sono importati, ma "il progetto è di produrre una linea Made in Italy”, ha annunciato. ”Nappytalia non è visitato solo da le donne africane – sottolinea - ma anche da mamme che hanno adottato, oppure che hanno figli mulatti, e anche da ragazze bianche, bianchissime, ma con capelli come me”. Al momento la giovane imprenditrice fa un altro lavoro per poter portare avanti il suo progetto, ma spera presto di trarne un reddito sufficiente. L’altro suo sogno è “riprendere l’università, la facoltà di economia che ho dovuto interrompere per problemi economici”.

Altre donne sono state premiate dal MoneyGram Award 2015. Joanna Grunt, polacca e fondatrice della boutique “Pati Jo” specializzata in bra fitting, ovvero realizzazione di reggiseni su misura, ha vinto nella categoria per l’innovazione. L’idea è nata dopo la frequentazione di un corso di alta specializzazione in “bra design and manufacture” a Londra nel 2012 e con la consapevolezza della mancanza di questa produzione nel mercato italiano, ha spegato Grunt durante la premiazione. Nel 2014 ha più che raddoppiato il fatturato rispetto all’anno precedente portandolo alla soglia dei 230mila euro. Oggi conta su 3 dipendenti che potrebbero salire a 6 entro la fine dell’anno.

Sihem Zrelli, tunisina arrivata in Italia nel 1995 è stata premiata nella categoria “responsabilità sociale” per aver fondato “Villa Sihem”, una casa famiglia immersa nel verde per assistere gli anziani nell’area di Aprilia in provincia di Latina. “E’ una casa famiglia molto chic, con tutte le comodità - ha sottolineato Zrelli durante la cerimonia – ed ispirata ai valori di grande rispetto degli anziani che fanno parte della mia cultura”. L’imprenditrice ha sottolineato come non sia stata affatto aiutata dall’amministrazione italiana nella sua impresa: “Non hanno fiducia in noi”. Tuttavia nel 2014 il fatturato è aumentato di tre volte rispetto all’anno precedente raggiungendo i 90mila euro e conta oggi 4 dipendenti. (lj)

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