1 dicembre 2014 ore: 15:40
Salute

La difficile vita quotidiana delle mamme sieropositive e i diritti che non sanno di avere

Nel 2013 è successo a 545 donne a Milano di scoprire la loro malattia in gravidanza. I progetti della Fondazione Arché a Milano e Roma per assisterle e per informarle dei loro diritti: dal latte in polvere gratuito alle visite specialistiche per i figli
Aids/Hiv: mamme, donne sieropositive

MILANO - Hanno dei diritti, ma spesso non lo sanno. Sono le mamme sieropositive e i loro bambini. Dal latte in polvere gratuito alle visite specialistiche per i figli. Nel 2013, su 3.608 nuovi casi di Hiv in Italia, il 15,1% l'ha scoperto facendo analisi specialistiche in occasione di una gravidanza, di un aborto o di una procreazione medicalmente assistita. In altri termini, 545 donne che non immaginavano di essere sieropositive e l'hanno scoperto quindi quasi per caso. In un momento comunque delicato e già carico di emozioni della loro vita, si è aggiunta la notizia shoccante di avere l'Hiv. Di loro si occupa la fondazione Arché, nata a Milano nel 1991, per assistere mamme e bambini in situazione di disagio sociale, abitativo e psicologico. La Fondazione ha due progetti in Italia, a Roma e nel capoluogo lombardo. Nella capitale Arché gestisce uno sportello di aiuto all’ospedale S. Camillo. "Operiamo con due psicologi, un counselor, un antropologo e due avvocati, più un mediatore culturale per le mamme straniere - spiega il responsabile del progetto Alfio Di Mambro-. Questo gruppo di professionisti opera per sostenere una gravidanza e una nascita serena a 135 donne circa ogni anno, di cui 20 con Hiv. Diamo ascolto e sostegno emotivo alle mamme, poi spieghiamo loro che diritti hanno. Una mamma positiva all’Hiv, per esempio, ha diritto al latte artificiale gratuito e noi la aiutiamo a farne richiesta all’Asl. Allo stesso modo, Arché spiega quali agevolazioni ci sono per il bambino, come accedere ai servizi del territorio, quando e come fare le visite gratuitamente. E poi c’è il delicato aspetto della privacy, che deve essere garantita".

A Milano Arché gestisce, in convenzione con il comune, due appartamenti protetti e ha attivato un progetto di tutoring per le mamme sole infette da Hiv. "Le vediamo due volte alla settimana -spiega Carlotta Bazan, educatrice- e hanno bisogno di supporto nella loro vita quotidiana". In uno dei due appartamenti vive Rosine: ha 31 anni ed è arrivata in Italia ancora minorenne per raggiungere sua madre che era immigrata da qualche anno dalla Costa d’Avorio. Con lei però aveva un rapporto conflittuale e quando sua madre ha deciso di rientrare nel loro Paese d’origine, Rosine non l'ha seguita ed è restata in Italia. Per mantenersi faceva la donna delle pulizie in nero. Quando è restata incinta ha scoperto anche di essere stata contagiata dall'Hiv. Il bimbo è nato sano. Grazie ad Arché, Rosine non ha trovato solo una casa, ma riceve un aiuto anche nell’educazione del piccolo. "Ridurre il gap tra la prevenzione e le cure, significa per noi operare ogni giorno per ridurre lo spazio mentale tra l’irresponsabilità e il futuro – spiega padre Giuseppe Bettoni, fondatore e presidente di Arché - Si tratta di accompagnare i ragazzi e le ragazze a darsi un futuro con scelte responsabili, mentre proprio per la presunta libertà di un momento si mettono in condizione di giocarsi il futuro intero. Significa anche educare a ridurre quel gap che esiste tra i gesti e le parole degli affetti e dell’amore per tanti giovani, gesti e parole che troppo spesso sono vissuti banalmente, senza profondità. Significa anche ridurre quello spazio della terra di nessuno che fa pensare e dire ancora oggi che l’Aids è un problema di altri. Invece lo spazio si è fatto breve". 

In Zambia e in Kenya, Arché coordina progetti di prevenzione Hiv e di accesso e sostegno all’istruzione per gli orfani dell’Aids. Come nel resto dell'Africa subsahariana, il principale veicolo di trasmissione del virus è il rapporto eterosessuale e ciò vale soprattutto per i giovani. Nelle scuole primarie, Arché perciò ha attivato un programma di prevenzione per preadolescenti. (dp)

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