2 aprile 2015 ore: 11:16
Giustizia

Lettera dei detenuti di Solliccianino: “Non vogliamo i pazienti dell’Opg”

I reclusi del piccolo carcere a custodia attenuata si oppongono al trasferimento di una ventina di persone dell'Opg di Montelupo annunciato dalla regione Toscana: “Trattati come merce di scambio, il nostro istituto non può accogliere i malati dell’ospedale psichiatrico”
Franco Guardascione. Opg Montelupo Fiorentino, anno 2009 Internauti - Opg 7

Opg Montelupo Fiorentino, anno 2009. Foto di Franco Guardascione

Opg Montelupo Fiorentino, anno 2009. Foto di Franco Guardascione
Internauti - Opg 7

FIRENZE – “Come finirà il nostro percorso di riabilitazione nella società?” Se lo chiedono i detenuti del carcere a custodia attenuata di Solliccianino a Firenze, che hanno scritto una lettera aperta, anticipata oggi dall’edizione fiorentina di Repubblica, per sapere quale futuro li attende dopo che la Regione Toscana e l’Amministrazione penitenziaria hanno deciso di spostare una ventina di reclusi dell’Opg di Montelupo nel carcere in cui sono reclusi.

- Una scelta nei confronti della quale i detenuti di Solliccianino esprimono molte perplessità visto che si tratterebbe di far convivere malati mentali con normali detenuti. “Il nostro istituto non è preparato ad accogliere detenuti con patologie psichiatriche e riconvertirlo a questo scopo comporterà sicuramente un costo ulteriore per la società”.

Attualmente i detenuti di Solliccianino sono una novantina. “Ci sentiamo trattati come merce di scambio – scrivono i reclusi – e non come esseri umani che hanno commesso degli errori ma cercano di riprendere in mano la loro vita. Ci sembra che ci abbia pensato a questa nuova destinazione per il nostro istituto voglia privarci di quei pochi diritti che la nostra Costituzione consente”.

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