Migranti, Emergency: in due mesi 4.950 interventi in mare
Foto - MOAS/MSF
Roma - Due mesi fa , a bordo del 'Responder', Emergency ha aperto il suo fronte di battaglia sul Mediterraneo prendendosi cura di 4.950 persone, garantendo cure mediche, mediazione culturale e assistenza post salvataggio. "Ma il soccorso e l'accoglienza sono la parte meno pesante, il problema è dover ingoiare situazioni frustranti perche' si sta perdendo la cultura della solidarieta'. Bisogna combattere un paradigma culturale, un piano di manipolazione mentale e pensieri devianti". La mette cosi' Andrea Bellardinelli, coordinatore per Emergency del 'Programma Italia', intervenendo alla tavola rotonda su 'Immigrazione e legalita'', che ha aperto l'Indiegeno Fest a Patti (Messina), un festival di musica indipendente che quest'anno, alla sua terza edizione, ha deciso di sostenere la missione di Emergency.
"In Sicilia, nei porti di sbarco e nei centri di accoglienza, dove siamo presenti dal 2006, e dal 2013 nelle zone piu' difficili, abbiamo effettuato oltre 20 mila prestazioni", aggiunge Bellardinelli. Da una settimana Emergency ha lasciato il 'Responder' perche' il Moas ha deciso di concludere la collaborazione: "Scendiamo dalla nave- spiega il coordinatore del 'Programma Italia'- ma proseguiamo il nostro impegno a favore dei migranti sbarcati in Sicilia. Nei porti di Augusta, Siracusa, Agrigento, Pozzallo, Villa Sikania, a Palermo e in altre cinque regioni italiane, nei nostri ambulatori fissi e mobili cerchiamo di garantire il diritto fondamentale di essere curati. Ad oggi contiamo 200 visite al giorno per un totale di oltre 260mila prestazioni effettuate".
Ma il fronte piu' difficile per Emergency e' combattere una "narrazione, una percezione sbagliata del fenomeno migratorio, a partire dall'uso distorto delle parole: si parla di 'problema' ed e' un'opportunita''; si parla di razzismo, quando non esistono razze, ma culture e pensieri devianti - sottolinea Bellardinelli citando i biologi a partire da Cavalli-Sforza- come l'idea che i migranti 'portano malattie'. Non e' vero, le poche malattie che troviamo non sono preoccupanti ma gestibili con una presa in carico". Meno gestibile e' un altro pensiero deviante, come 'ci tolgono il lavoro', o 'e' un'invasione': "Non e' un'invasione, 170, anche 200 mila persone sono numeri che, se distribuiti su tutti i Comuni italiani, non rappresenterebbero alcun problema. Ci si e' sempre spostati, dal tempo degli ominidi e in ogni civilta', sempre si scappa dalla guerra e dalla miseria. E non si arriva in business class". Il punto e', insiste Bellardinelli, che "prima delle leggi deve arrivare la testa, perche', come dice Emma Bonino, non ci da' fastidio l'islamico ricco ma il povero e su questo dobbiamo riflettere.
Andrea Bellardinelli si definisce un 'supporter' della Sicilia a cui "si dovrebbe dare il Nobel per la pace: qui la cosa che incoraggia- conclude- e' vedere una societa' civile che risponde. Luoghi dove questo humus della solidarieta' comincia ad essere vivo e vitale". Ma il mar Mediterraneo, intanto, e' diventato una 'tomba liquida', dove "naufragano anche diritti disattesi". (DIRE)