Milano, anche insegnanti, professionisti e dirigenti chiedono aiuto alla chiesa
Povertà. Caritas di Napoli
Inoltre le stime, con ogni probabilità, sarebbero da ritoccare al rialzo. Infatti, secondo il comunicato diffuso dai ricercatori dell'Osservatorio diocesano sulle povertà, che hanno elaborato i dati, la diminuzione degli irregolari che chiedono aiuto “deve essere messa in relazione con l'introduzione del reato di clandestinità”, che avrebbe spaventato gli irregolari tenendoli alla larga anche dai centri d'ascolto della Caritas.
Il peggioramento delle condizioni di vita nel territorio della diocesi milanese si riscontra anche analizzando i bisogni e le richieste che gli utenti rivolgono alla Caritas. Aumentano infatti le richieste di aiuti primari, innanzitutto cibo (circa 700 in più, passando dal 28,8% al 30,2%) e aiuti economici (oltre mille richieste in più, con un aumento del 4%). A dimostrare come la crisi abbia colpito anche tra le classi medie è lo studio condotto dal consorzio Aaster sulle 3.237 persone che hanno avuto accesso al Fondo Famiglia Lavoro, istituito dall'Arcivescovo di Milano per i nuovi disoccupati. Se i due terzi dei beneficiari sono operai generici, i lavoratori di profilo medio-alto (insegnanti, professionisti o dirigenti) sono il 5%, percentuale che raggiunge l'11,5% se si considerano solo i cittadini italiani.
Duro il commento da parte del direttore della Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo. “La crisi ha ridisegnato la mappa della povertà -afferma- trasformando le famiglie modeste in vulnerabili e spingendo quelle povere sulle soglie della miseria. Le donne straniere, utenti tradizionali dei nostri centri, non chiedono più aiuto per trovare casa e lavoro, ma cibo e sussidi economici, come se avessero rinunciato al sogno di integrarsi. Mentre gli stranieri irregolari sono talmente intimoriti da non trovare nemmeno il coraggio di rivolgersi a noi. E poi aumentano gli uomini e gli italiani, persone che non si sarebbero mai sognate di bussare alle porte della parrocchia e che ora, spinte dalla necessità, vengono allo scoperto. Di fronte a questo stato di cose -conclude il sacerdote- non è possibile pensare che la risposta possa venire unicamente dalla Chiesa e dal mondo del volontariato: la politica deve battere un colpo”. (Andrea Legni)