5 febbraio 2016 ore: 13:20
Società

Mutilazioni genitali su 200 milioni di donne e bambine, domani la Giornata

Rapporto Unicef: la metà vive in 3 paesi: Egitto, Etiopia e Indonesia. Tra tutte coloro che hanno subito mutilazioni, 44 milioni hanno meno di 14 anni, ma in molti paesi la maggior parte delle donne ha subìto mutilazioni prima di aver compiuto 5 anni

ROMA - Almeno  200 milioni di donne e bambine hanno subito mutilazioni genitali femminili in 30 paesi. Lo rivela un nuovo rapporto Unicef, pubblicato oggi in occasione della Giornata Onu di Tolleranza Zero verso le Mutilazioni Genitali Femminili , "Female Genital Mutilation/Cutting: A Global Concern". La metà delle bambine e delle donne che hanno subìto la pratica vivono in 3 paesi: Egitto, Etiopia e Indonesia.

Secondo i dati del rapporto, tra tutte coloro che hanno subito mutilazioni, 44 milioni sono bambine e adolescenti fino a 14 anni; in questa fascia di età, la prevalenza maggiore è stata riscontrata in Gambia, con il 56%, in Mauritania con il 54% e in Indonesia, dove circa la metà delle adolescenti (con un età fino a 11 anni) hanno subito mutilazioni. I paesi con la più alta prevalenza tra le ragazze e le donne tra i 15 e i 49 anni sono la Somalia: 98%, Guinea: 97% e Djibouti: 93%. In molti paesi, la maggior parte delle donne hanno subìto mutilazioni genitali prima di aver compiuto 5 anni.

I dati del rapporto a livello globale mostrano che rispetto al 2014 circa 70 milioni di donne di bambine in più hanno subìto la pratica. "Questo è dovuto - si legge nel testo - alla crescita della popolazione in molti paesi e ai dati rappresentativi a livello nazionale raccolti dal Governo dell’Indonesia. Visto che è disponibile una maggior numero di dati sulla diffusione delle Fgm, risulta che il numero totale di donne che ha subito le mutilazioni è in aumento. Nel 2016, sono 30 i paesi che hanno a disposizione dati rappresentativi a livello nazionale".

Le Mutilazioni Genitali Femminili differiscono a seconda delle regioni e delle culture, con alcune forme che provocano rischi per la vita di coloro che le hanno subìte. In ogni caso le Fgm violano i diritti delle ragazze e delle donne. Noi tutti – governi, operatori sanitari, leader di comunità, genitori e famiglie – dobbiamo ampliare i nostri sforzi per eliminare definitivamente questa pratica”, ha dichiarato Geeta Rao Gupta, Vice Direttore generale dell’Unicef.  “Determinare l’ampiezza della diffusione delle FGM è fondamentale per eliminare la pratica. Quando i Governi raccoglieranno dati e statistiche a livello nazionale sulle FGM vorrà dire che avranno maggiori strumenti per comprendere la diffusione della pratica e ampliare gli sforzi per proteggere i diritti di milioni di ragazze e donne” ha dichiarato Rao Gupta.

La spinta contro le mutilazioni genitali femminili sta crescendo. I tassi di prevalenza delle FGM tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni sono diminuiti, con un 41% in meno in Liberia, un 31% in meno in Burkina Faso, 30% in Kenya e 27% in Egitto, rispetto agli ultimi 30 anni. Dal 2008, oltre 15.000 comunità e distretti in 20 paesi hanno pubblicamente dichiarato di voler abbandonare la pratica delle FGM, comprese oltre 2.000 comunità nell’ultimo anno. 5 paesi hanno varato leggi a livello nazionale per mettere al bando la pratica. I dati indicano anche una diffusa disapprovazione vero le FGM, e la maggioranza delle persone nei paesi dove esistono dati sulle FGM pensano che dovrebbero finire. In questa ricerca sono compresi circa due terzi dei ragazzi e degli uomini.

Ma il tasso di progresso generale non è abbastanza alto per tenere il passo con la crescita della popolazione, secondo Unicef. Se l’attuale trend continuerà, nei prossimi 15 anni il numero di bambine e donne soggette alle Fgm crescerà. L’Unicef insieme con l’Unfpa, coordina il programma mondiale più ampio per l’eliminazione delle Fgm. Con l’inclusione dell’eliminazione delle FGM tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030, gli impegni della comunità internazionale contro le FGM saranno più forti che mai.

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