27 agosto 2015 ore: 10:20
Società

No alle mutilazioni genitali, rito "alternativo" per 1.200 giovani

Il prossimo 28 agosto a Loitokitok, in Kenya, una cerimonia sancirà il passaggio dall'infanzia all'età adulta di oltre 1.200 ragazze masaai che altrimenti sarebbero state sottoposte a mutilazione dei genitali. A promuovere da tre anni l'iniziativa, in Kenya e Tanzania, è Amref
Giovanni Marrozzini Mutilazioni genitali: Eve. Bambina con gli occhi coperti da mani (Marrozzini 8)

Foto di Giovanni Marrozzini

Roma - Un rito "alternativo" e' quello che il prossimo 28 agosto a Loitokitok, in Kenya, sancira' il passaggio dall'infanzia all'eta' adulta di oltre 1.200 ragazze masaai che altrimenti sarebbero state sottoposte a mutilazione dei genitali. A promuovere da tre anni, in Kenya e Tanzania, questo tipo di cerimonia opzionale e' Amref.

Il rituale che i massai si tramandano da anni non e' stato modificato, se non appunto nell'eliminazione della mutilazione cui venivano sottoposte bambine e ragazze. Resta ricco di momenti di festa, colorato ma il "taglio" e' abolito.

Nei tre giorni che precedono la celebrazione finale, le ragazze ricevono lezioni di educazione alla sessualita', sensibilizzazione su Hiv/Aids e diritti umani. Per venerdi' sono attesi alla cerimonia leader culturali e ragazze da diverse aree del Kenya e dalla Tanzania.

Le Mutilazioni genitali femminili restano comunque ancora un problema. L'emersione della denuncia fuori dal Kenya e' per Amref possibile unendo le forze e chiamando in causa persone influenti delle comunita', come gli anziani e i guerrieri masaai. E mostrando che un'alternativa esiste, come ha fatto Nice, operatrice Amref che e' riuscita a sfuggire dalle mutilazioni e oggi lavora nella promozione dei Riti Alternatvi. Negli ultimi tre anni sono oltre 7mila le ragazze che hanno partecipato ai Riti di Passaggio Alternativi Amref. Queste giovani continuano ad andare a scuola e si sposano piu' tardi rispetto alle ragazze che hanno subito le mutilazioni. (DIRE)

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