Scuola di lingua e laboratori d'arte: mille migranti verso la piena inclusione
PALERMO - Mille migranti sperimentano con successo un percorso di inclusione sociale attraverso i laboratori artistici, narrativi e teatrali grazie all'impegno di ItaStra, la scuola d'italiano per stranieri dell'università di Palermo. Si è concluso ieri il progetto “La forza della lingua. Percorsi di inclusione per soggetti fragili” finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 con una festa arricchita da tanti protagonisti che hanno partecipato ai 14 mesi di scuola di lingua, di arte, di innovazione culturale e didattica. La Scuola di Lingua italiana dell’ateneo ha festeggiato i risultati raggiunti con Igor Scalisi, Yousif Latif Jaralla, una mostra fotografica, i disegni e i libri serigrafati frutto di sei laboratori di arte e narrazione condotti dagli artisti Federico Lupo, Giuseppe Mistretta, Rita Casdia e Gaetano Cipolla.
In particolare, nel progetto sono stati coinvolti 1000 migranti, uomini e donne, giovani e bambini, inseriti in percorsi di lingua, formazione e laboratori di arte: tra loro 150 migranti giunti in Italia privi di competenze linguistiche e oggi alfabetizzati; 200 donne e 300 minori stranieri non accompagnati appartenenti alle tante comunità migranti della città oggi in grado di comunicare nei diversi contesti di vita; 130 sono state, invece, le certificazioni Cils di livello A2 utili per il rilascio del permesso di soggiorno UE di lungo periodo e poi ancora diverse iniziative con bambini, studenti delle scuole palermitane insieme a docenti, volontari ed educatori. Durante la serata è stato ricordato anche uno degli studenti, Musa, di 18 anni, scomparso la scorsa settimana per cui è stata avviata una raccolta fondi per riportarlo dai suoi genitori in Gambia. “Tutto questo - sottolinea Mari D’Agostino, direttrice di ItaStra e responsabile del progetto - ci dice quanto sia grande il bisogno di formazione della popolazione migrante a Palermo e in particolare di partecipazione a percorsi di inclusione che abbiano al centro le lingue”.
Durante la manifestazione, Igor Scalisi ha presentato al pubblico una enorme installazione pittorica che riassume il lavoro svolto con i più piccoli partecipanti del progetto (gli studenti della scuola primaria Perez-Calcutta che insieme a lui hanno dipinto l’opera); Yousif Latif Jaralla invece ha rappresentato una nuova storia: "Amadou nella pancia della balena, storia di sconfitti". L’installazione di Scalisi e la narrazione di Jaralla segnano i confini di questo progetto: l’una guarda al futuro con i piccoli studenti migranti di una scuola della città l’altro, invece, vuole lanciare il messaggio che progettare a Palermo si può fare, partendo proprio dagli ultimi, dai più fragili, da chi non ce l’ha fatta.
Per l'occasione è stato presentato anche il volume "La forza delle lingue, nella migrazione e nella inclusione" che racconta 14 mesi di lavoro, prefigurando un modello di inclusione a 360 gradi. Tutti i momenti del percorso progettuale sono stati documentati dalle fotografie di Antonio Gervasi.
Insieme a ItaStra erano presenti i partner del progetto: Comune di Palermo, Centro Astalli, Cpia Palermo 1, Cooperativa Libera…Mente”. "Questo enorme lavoro – continua la direttrice di ItaStra - che ha superato ampiamente tutti gli obiettivi che il progetto si era dato, sia per numero di corsi attivati, per numero di partecipanti e per ore di formazione a vario titolo erogate, non sarebbe stato possibile se non all’interno di una realtà universitaria che ha costituito negli anni un punto di riferimento nazionale ed internazionale nella formazione, nella ricerca e nella didattica dell’italiano L2. Nello stesso tempo è stata creata una rete vastissima di soggetti diversi con i quali è avvenuta una collaborazione quotidiana: Comune, istituzioni scolastiche, comunità di accoglienza e associazioni di volontariato". (set)