21 novembre 2020 ore: 10:00
Disabilità

L'artista visionario che porta visitatori e studenti in Calabria

di Francesco Ciampa
L’eredità di Nik Spatari, artista sordo scomparso alla fine dello scorso agosto. I viaggi, gli incontri con Cocteau, Ernst, Sartre, Picasso, Le Corbusier, il ritorno nella sua Calabria e la nascita nella Locride del Museo Musaba
Il MuSaBa, museo che sorge sui resti di un ex monastero a Mammola

Il MuSaBa, museo che sorge sui resti di un ex monastero a Mammola

REGGIO CALABRIA - L’eredità di Nik Spatari per la sua Calabria e il mondo intero: un parco museo a colori, tra ricerca delle radici del Mediterraneo e nuove frontiere di pittura, scultura e architettura. Si tratta dell’artista visionario morto a fine agosto all’età di 91 anni con un sogno in corso d’opera: completare il Musaba, il Museo Santa Barbara, da lui fondato a Mammola, nella Locride, a partire dalla fine degli anni Sessanta insieme all’artista e compagna di vita Hiske Maas. Un grande giacimento d’arte e natura tra miti, antichità, sperimentazione e spirito d’avanguardia, oltre gli steccati della nostalgia passatista.

Il museo testimonia inoltre il ritorno di Spatari nella sua Mammola, una “restanza” coraggiosa per contrastare l’abbandono: Musaba nasce, infatti, tra ruderi e sterpi nel promontorio di Santa Barbara, tra le mura di un monastero cistercense la cui storia risale al quarto secolo, un luogo restituito a nuova bellezza dove oggi si può ammirare Il sogno di Giacobbe, tra le più rinomate opere spatariane, conosciuta come la “cappella sistina calabrese”.

I colori del Musaba parlano poi dell’energia dell’artista, sordo sin dall’infanzia: condizione che, come pensano in tanti, avrebbe favorito l’intensità del suo “sentire” la materia e la ricerca delle più vivide espressioni di luce. L’energia di Spatari è anche la forza di un museo capace di attrarre artisti, studenti e visitatori da diverse parti del mondo.

Ma il Musaba ha ora bisogno di nuova linfa: serve l’aiuto delle istituzioni per ampliare il museo e consentire l’esposizione di circa mille opere di Spatari e non solo, spiegano dallo staff. Ci sono poi infiltrazioni, mosaici da restaurare, vanno migliorate le condizioni di accesso per le persone con disabilità. La fondazione, intanto, punta a sostenersi con donazioni, eventi e, per esempio, invitando ad acquistare riproduzioni di opere dell’artista o mascherine con i più bei lavori del maestro. Mentre a Bagnara, paese sul mare sempre in provincia di Reggio Calabria, “stiamo contattando televisioni e giornali nazionali perché il Musaba sia salvaguardato”, dice Lorenzo D’Andrea, giovane restauratore che di Nik Spatari ricorda: “È stato il più antico moderno che abbia mai conosciuto; come lui, in giro, se ne sono visti pochi”.

L'articolo è stato pubblicato sul numero di ottobre SuperAbile Inail, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità

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