5 giugno 2015 ore: 13:56
Giustizia

Sollicciano, teatro in carcere. E il biglietto d’ingresso rimborsa i detenuti

Martedì 30 giugno e mercoledì 1 luglio appuntamento, in prima nazionale, con lo spettacolo Ubu Re realizzato dalla Compagnia di Sollicciano
Carcere e teatro

FIRENZE - Martedì 30 giugno e mercoledì 1 luglio (ore 20.45 con arrivo del pubblico entro le ore 20.00 per i necessari controlli per l’accesso) presso il Teatro del Carcere di Sollicciano, la Compagnia di Sollicciano, formata da attori detenuti, con la regia di Elisa Taddei di Krill Teatro, presenta Ubu Re la nuova produzione in prima nazionale. Il progetto ha il sostegno della Fondazione Carlo Marchi e della Regione Toscana, all’interno del progetto Teatro e Carcere. Lo spettacolo, riscrittura dell’opera del francese Alfred Jarry Ubu Roi, vede in scena gli attori della Compagnia di Sollicciano, che in uno spazio desolato, raccontano al pubblico la terribile storia di come Padre e Madre Ubu riuscirono a conquistare il trono di Polonia. Anche quest’anno al progetto partecipa il gruppo di studenti del Liceo Artistico di Porta Romana di Firenze, che ha curato la realizzazione dell’immagine dello spettacolo presente nel materiale promozionale (manifesti, brochure ecc.) e alcuni elementi della scenografia.

Il progetto Teatro a Sollicciano, accolto dalla Direzione del Carcere di Firenze, nasce nell’ottobre del 2004 sotto la guida di Elisa Taddei. Nel 2004 viene approvato dal Coordinamento Teatro e Carcere, promosso dalla Regione Toscana, a cui aderiscono le principali realtà artistiche che operano nel settore teatro e carcere, presenti sul territorio regionale. Da allora, la compagnia di attori detenuti del carcere di Sollicciano ha prodotto ogni anno uno spettacolo nuovo. A partire dal 2005 questo progetto viene sostenuto dalla Fondazione Carlo Marchi, che opera “per la diffusione della cultura e del civismo in Italia ”e dal Comune di Scandicci. Fino ad oggi la Compagnia di Sollicciano ha realizzato quindici spettacoli, risultato di percorsi annuali di lavoro e ad essa hanno partecipato più di duecentosettanta detenuti tra attori, scenografi, assistenti al suono e alle luci. Negli ultimi anni la compagnia è riuscita ad ottenere i permessi per uscire dal carcere e ha potuto presentare i suoi lavori in teatri come il Teatro Studio di Scandicci. Il biglietto servirà a retribuire la prestazione degli attori-detenuti.

 

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