7 novembre 2016 ore: 11:40
Società

Terremoto, Istat: 1,9 milioni di abitazioni a forte rischio sismico

Audizione dell’istituto alle commissioni Bilancio congiunte. Circa il 9% del territorio italiano appartiene alla zona sismica più pericolosa (zona 1), che coinvolge maggiormente Calabria, Abruzzo, e tra il 20Basilicata, Campania, Molise e Umbria. Le regioni che hanno porzioni di territorio in questa zona sono 11
Terremoto centro italia - Macerie e soccorritori

Roma - "Circa il 9% del territorio italiano appartiene alla zona sismica 1, la piu’ pericolosa. Tale quota risulta assai piu’ elevata in alcune regioni: circa il 50% in Calabria, il 33% in Abruzzo, e tra il 20 e il 30% in Basilicata, Campania, Molise e Umbria. Le regioni che hanno porzioni di territorio nella zona 1 sono 11". E’ quanto si legge nella relazione dell’Istat che il presidente Giorgio Alleva ha letto davanti alla commissioni Bilancio congiunte nel corso dell’audizione sulla manovra alla Camera. "Complessivamente, il numero di abitazioni residenziali della zona 1 ammonta a circa il 5,6% del totale delle abitazioni italiane: si tratta di poco meno di 1,9 milioni di abitazioni, oltre la meta’ delle quali (52,5%) costruite prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (ovvero prima del 1971). Oltre il 42% di queste abitazioni e’ situata in Calabria, circa il 13% in Campania".

Sempre secondo una rilevazione effettuata nel 2011, "la larga maggioranza (il 77,1%) degli edifici costruiti in questa zona prima del 1971 ha una struttura portante in muratura e solo il 13,5% in cemento armato. Inoltre, piu’ di un quarto degli edifici della zona eretti dopo il 1970 continua ad avere la struttura portante in muratura. La porzione di territorio occupata da comuni in zona sismica 2 (la piu’ ampia per estensione) e’ pari al 35,2% e include altre quattro regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana). Vi si trovano circa il 32% delle abitazioni residenziali del Paese, per poco meno del 52% costruite prima del 1971. La quota di edifici costruiti anteriormente a questa data con struttura portante in cemento armato e’ del 16,2%. Sicilia e Campania sono le regioni con il maggior numero di abitazioni in zona 2 (25,2% e 20,1% rispettivamente)". L’Ista spiega che "la zona sismica 3 rappresenta il 32,7% del territorio italiano ed e’ presente in tutte le regioni ad eccezione della Calabria, il cui territorio appartiene interamente alle prime due zone, e della Sardegna, interamente situata in zona 4. Nella zona 3 si trovano il 40,7% delle abitazioni residenziali, circa il 55% delle quali costruite anteriormente al 1971. Circa il 16% degli edifici della zona costruiti prima del 1971 ha una struttura portante in cemento armato". (Dire)

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