10 marzo 2015 ore: 16:53
Società

Trascrizione nozze gay, chiesta l’archiviazione per il sindaco di Bologna. “Ora la legge”

Per Virginio Merola era stato ipotizzato l’abuso d’ufficio ma per la Procura non ha commesso alcun reato. Contento il sindaco: “Credo sia davvero arrivato il momento di approvare una legge sulle unioni civili”
Torta matrimonio gay

BOLOGNA - Nel trascrivere (e poi non cancellare) i matrimoni gay celebrati all’estero nel registro comunale il sindaco di Bologna Virginio Merola non ha commesso nessun reato: la Procura di Bologna ha chiesto l’archiviazione per il primo cittadino, finito indagato per la vicenda delle trascrizioni delle nozze gay a seguito di una denuncia arrivata agli inquirenti. La richiesta di archiviazione è firmata dal pm Luca Tampieri con la supervisione del procuratore aggiunto Valter Giovannini. Merola era stato iscitto per il reato di abuso d’ufficio, ma per gli inquirenti il reato non c’è, né questo né altri eventualmente inpotizzabili. Di qui, la richiesta di archiviazione su cui ora dovrà esprimersi un giudice. Di abuso d’ufficio non si può parlare perché questo reato presuppone che chi lo commette procuri un vantaggio o un danno a terzi, ma questo nel caso delle trascrizioni delle nozze gay non si verifica, visto che si trattava di trascrizioni che allo stato non avevano valore giuridico, ma semplicemente riportavano un atto avvenuto all’estero. Né si puo ipotizzare il reato di falso in atto pubblico, visto che il registro comunale delle unioni civili non è stato falsificato: quelle nozze, infatti, sono state effettivamente celebrate all’estero, dove questo è possibile e permesso dalla legge. Infine, non è ipotizzabile neanche la contravvenzione prevista dall’articolo 650 del Codice penale, ovvero l’inosservanza a provvedimenti dell’autorità. Questo per aver disatteso le circolari del Prefetto che aveva invitato Merola a non disubbidire e poi a cancellare le trascrizioni. Ma quegli atti, per i pm, non possono classificarsi come “atti dell’autorità” (in cui rientrano le sfere di giustizia, sicurezza pubblica o igiene pubblica), perché si tratta di rapporti tra diversi organi dello Stato.

“Grazie per la buona notizia”, commenta Merola, interpellato dai cronisti a margine di una conferenza stampa a Palazzo D’Accursio. “Costringere la magistratura a intervenire su questo tema, in contesti diversi a livello nazionale – aggiunge il primo cittadino – crea una situazione a macchia di leopardo che non produce diritti”. Detto questo, ovviamente “sono molto contento di non essere imputato, così come sono contento – continua il sindaco – che le trascrizioni non possono essere annullate dalla circolare del ministro, cosa che mi sembrava davvero abonorme”. Merola, poi, torna a sollecitare l’approvazione di una legge sulle unioni civili. “Siccome è un momento in cui mi dicono che bisogna controllare i toni – afferma il sindaco – dico: per cortesia, approvate questa legge. È stato preso un impegno. Tra l’altro, la cosa sconcertante è che ci sono state dichiarazioni da parte delle principali forze politiche a favore di una soluzione. Credo che davvero sia arrivato il momento di approvare una legge sulle unioni civili”, ribadisce Merola. Altrimenti, anche con la decisione di ieri del Tar sui prefetti e con quella della Procura sul fascicolo bolognese, “non abbiamo risolto il problema di fondo, cioè che ci sono persone come noi – conclude Merola – che come noi hanno dei diritti civili, riconosciuti già a livello europeo. Insomma, diamoci una mossa”. (Dire)

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