6 marzo 2015 ore: 15:28
Società

Veneto, nel 2014 quasi 1500 donne si sono rivolte ad un centro antiviolenza

8 marzo. Delle 1496 richieste d'aiuto, il 93% è per violenza domestica. "Abbiamo deciso di celebrare in questo modo l’8 marzo - sottolinea il Coordinamento - divulgando numeri che non devono lasciare indifferenti”

PADOVA - Sei città che hanno ricevuto nei propri centri antiviolenza 1496 richieste d'aiuto da donne, la metà delle quali di età compresa tra i 30 e i 50 anni che vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli minori. In occasione della Giornata internazionale della donna, il Coordinamento dei centri Antiviolenza del Veneto rende pubblici i dati delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa.
"Numeri che aumentano - sottolinea il Coordinamento - grazie anche all’incremento dei nostri servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Del totale delle donne, il 93% (1397) sono vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extra-familiare".

Sono diversi in Veneto i casi nei quali una donna è stata vittima di più di una forma di violenza contemporaneamente: ben 890 casi riguardano una violenza fisica, 906 psicologica, 212 di tipologia economica, 592 assistita, 83 sessuale ed, infine, sono stati 181 i casi di stalking. È quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita.

"Abbiamo deciso di celebrare in questo modo l’8 marzo - sottolinea il Coordinamento dei centri antiviolenza Veneti - divulgando numeri che non devono lasciare indifferenti. L’8 marzo è una giornata importante che deve farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. È anche un giorno in cui raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione".

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