26 agosto 2014 ore: 12:20
Non profit

"Dalla paura al risveglio", il ruolo del volontariato nella ricostruzione post-sisma

Emilia Romagna: in un libro Osservatorio regionale del volontariato e VolontariaMo raccontano il ruolo dei volontari nei mesi della ricostruzione nelle zone – e nelle comunità – colpite dal sisma del 2012. Perché niente sarà più come prima

“Sembrerà paradossale, ma devo ringraziare il terremoto perché mi ha fatto scoprire quanto sono in grado di fare”. È la testimonianza di uno dei moltissimi volontari che hanno preso parte alla ricostruzione post terremoto, quelle scosse che hanno sconvolto Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto nella primavera del 2012. La sua, come quella di tanti altri, è un tassello del mosaico "Dalla paura al risveglio. Testimonianze di comunità del terremoto dell’Emilia", volume realizzato dall’Osservatorio regionale del Volontariato e dal Centro Servizi per il Volontariato di Modena (‘VolontariaMo’) in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociale dell’E-R. 
“Abbiamo portato avanti un’indagine per capire quanto ‘volontariato’ fosse stato coinvolto nel post terremoto – spiega Laura Groppi, portavoce dell’Osservatorio regionale –. Con post-terremoto intendo il periodo appena finita la fase di emergenza clou, quello che io definisco ‘picco adrenalinico’, quando tutti agiscono per far fronte alle esigenze delle vittime. Ecco, nei mesi subito successivi, subentrano comportamenti, pensieri, riflessioni, che colpiscono in maniera il nostro io”. In collaborazione con Unibo, con Luca Pietrantoni del dipartimento di Psicologia dell’emergenza sono stati portati avanti focus gruop, somministrati questionari, per capire cosa stesse succedendo tra le persone coinvolte nella ricostruzione. “Sono scese in campo le associazioni di volontariato, certo. Ma moltissime persone ‘comuni’ hanno preso a cuore la situazione e si sono attivate, persone del territorio ma anche di altre zone d’Italia. Anche il profit ha dato il suo contributo, non solo in termini economici ma anche in fatto di risorse umane”. Lo studio ha coinvolto tutti coloro che, a qualsiasi titolo, avessero collaborato per la gestione della tragedia: “VolontariaMo aveva anche il compito di organizzare tutte le forze. Perché quello del volontariato in questione è un mondo quanto mai variegato: ma è stato necessario creare una rete competente, consapevole e organizzata. I volontari andavano istruiti e formati perché potessero dare un contributo in linea con le necessità”.

Groppi sottolinea il ruolo del Terzo settore alla luce delle linee guide promosse dal Governo Renzi: “L’Osservatorio ha avuto un ruolo chiave nell’analisi dell’evoluzione di una comunità dopo un evento tanto traumatico quanto inatteso. I dati che sicuramente vanno evidenziati sono la grandissima solidarietà emersa e l’empowerment della stessa comunità, in cammino verso una rinnovata sensibilità e crescita condivisa”. Proprio per sottolineare questo cambiamento – in positivo – percepito da tutte le persone coinvolte, la scelta del titolo, ‘Dalla paura al risveglio’. Gruppi spiega come il testo non sia solo ‘narrativa’, ma anche uno strumento per capitalizzare quanto imparato in questa occasione per metterlo a frutto in vista di necessità future: “Possiamo fare prevenzione, fare rete, riorganizzarci, esattamente come si è riorganizzata la comunità. La nostra è stata una ricerca qualitativa, che ha ragionato scientificamente per definire il peso del volontariato in questo caso specifico. Abbiamo dato a tutti – vittime e soccorritori – la possibilità di elaborazione del vissuto: per tutti il terremoto è stato un gradino verso una crescita personale che da quel passaggio non potrà più prescindere”. E porta l’esempio del terremoto dell’Aquila, i cui volontari raccolsero le testimonianze parlando di ‘macerie dell’anima’: “Dopo simili tragedie è possibile ricostruire una società più forte e coesa”.

Nel libro, anche un intervento del direttore di CSVnet Roberto Museo che era a L’Aquila nei giorni del sisma e uno di Romano Camassi di Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). Le conclusioni, invece, sono affidate ad Alessandro Bergonzoni, che ripropone la sua ‘Lettera alla terra’, letta allo stadio Dall’Ara di Bologna in occasione del ‘Concerto per l’Emilia’ del 25 giugno 2012. Il libro sarà presentato domenica 7 settembre alle ore 11 in piazza Costituente a Mirandola nell’ambito della Festa del Volontariato. (ambra notari)