5 ottobre 2019 ore: 10:50
Disabilità

“Il cielo non è per tutti”. E i figli non hanno mai colpa

Il romanzo di Barbara Garlaschelli racconta “storie di solitudini in un mondo di ipercomunicazione, in cui neanche l’amore si riesce a esprimere”

ROMA - La violenza sulle donne, l’infelicità delle persone, il rapporto tra genitori e figli, o tra fratelli, e i risvolti che questi temi hanno sull’infanzia e l’adolescenza. E poi il senso di colpa e la paura, sentimenti che attanagliano spesso anche i bambini e che accomunano Giacomo e Alida, i due giovani protagonisti de "Il cielo non è per tutti", edito da Frassinelli, l’ultimo lavoro della scrittrice Barbara Garlaschelli.

Dopo due libri autobiografici come Sirena. Mezzo pesante in movimento e Non volevo morire vergine, dove ha affrontato il suo essere in carrozzina a causa di un tuffo in acque troppo basse quando aveva 16 anni, e dopo il reading teatrale trasformato in e-book Sex & disabled people, scritto insieme ad Alessandra Sarchi, l’autrice nata a Milano ma piacentina d’adozione, è tornata al romanzo. E lo ha fatto con un racconto "immerso nell’oggi", dice.

"Questo forse è il romanzo più attuale di tutti quelli che ho scritto. Storie di solitudini in un mondo di ipercomunicazione, in cui neanche l’amore si riesce a esprimere", commenta. Barbara Garlaschelli si è documentata molto prima di dar vita a questo libro: "Ho ascoltato le voci di molte donne vittime di violenza, figure che magari incontriamo ma che non vediamo o di cui non sappiamo nulla, e sono rimasta parecchio colpita dalle loro confidenze, dall’esigenza di raccontarsi, soprattutto per le donne straniere, chiuse nel loro mondo anche a causa delle difficoltà linguistiche".

Ecco che allora, purtroppo, “il cielo non è per tutti”. "Ci sono cose che diamo per scontate mentre, invece, per alcuni sono un privilegio spesso irraggiungibile: penso per esempio ai diritti, all'accoglienza. I personaggi di questo romanzo ne sono l’emblema, sempre sul baratro tra possibilità e impossibilità, tra opportunità e mancanza di scelta. Solo i ragazzini sono ancora liberi, in quell’età di mezzo che precede la perdita dell’innocenza". Sarà per questo che il libro "sta avendo un riscontro emotivo altissimo"? La recensione di Michela Trigari su SuperAbile Inail.

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