6 settembre 2020 ore: 09:00
Società

“L’incanto del pesce luna”, la storia di Gonzalo e di sua figlia Ines, che “dorme” da tempo

Una figlia in coma da anni a causa di una malattia sconosciuta, un ex impiego come cerimoniere nei funerali civili, un nuovo lavoro ancora più macabro. Il romanzo di Ade Zeno, dalla parte delle “vittime”. Terzo posto al Premio Campiello

ROMA - “La bambina sta in un guscio di silenzio. È viva, ma non c’è più [...]. L’unica speranza resta quella, sempre più labile, di scoprirla risvegliata un giorno o l’altro nel lettino di una clinica”. Una figlia in coma da anni a causa di un morbo sconosciuto, un ex impiego come cerimoniere nei funerali civili, un nuovo lavoro ancora più macabro, orribile, mostruoso, surreale e soprattutto incredibilmente redditizio. Un’occupazione molto oltre i confini dell’immaginazione, talmente ben pagata da assicurare a sua figlia la degenza in una clinica di lusso, ma che lo rende complice di un’anziana e facoltosa carnefice. La vita di Gonzalo, padre e marito, era felice prima che la malattia colpisse la sua adorata Inés. L’incanto del pesce luna, di Ade Zeno, è un libro strano, feroce e delicato nello stesso tempo. Un moderno romanzo gotico dove predominano le vittime: vittime di una malattia, di se stessi, vittime sacrificali. Sarà la donna per cui lavora, la vecchia signorina Marisòl, ad aprire gli occhi di Gonzalo, insinuando il dubbio che anche lui sia un mostro famelico come lei, come tanti, e come tutti illuso che i semi della mostruosità dimorino sempre altrove, lontani, nascosti da un amore paterno disposto a tutto.

La recensione di Michela Trigari è stata pubblicata su SuperAbile Inail. Il 5 settembre 2020 il romanzo ha ottenuto il terzo posto al Premio Campiello.