21 maggio 2018 ore: 11:48
Disabilità

“Ritratti in controluce”, un documentario sul lavoro delle persone cieche

Alessia Bottone racconta l'esperienza di cinque persone cieche e ipovedenti. “Non sono supereroi, ma hanno affrontato un cambiamento importante e hanno dimostrato le loro reali capacità”. Il 23 maggio il documentario sarà presentato in anteprima a Verona

VERONA – “Le persone pensano che noi ciechi vediamo tutto nero. In realtà noi disabili visivi vediamo bianco e spesso anche a colori”. Sono le parole di una donna intervistata da Alessia Bottone e che concludono il trailer del suo nuovo documentario, “Ritratti in controluce. Cecità, stereotipi e successi a confronto”. In 50 minuti la giornalista affronta i pregiudizi che ruotano intorno alle capacità lavorative delle persone con disabilità visiva, raccontando la storia di 5 di loro. Hanno fra i 30 e i 75 anni e le accomuna il fatto di essere riuscite a superare gli stereotipi e a raggiungere posizioni rilevanti all’interno di aziende ed enti pubblici. Dopo l’anteprima, il 23 maggio a Verona, i “Ritratti” si potranno vedere anche sul web. “Hanno i sottotitoli e, grazie all’audiodescrizione realizzata da Artis project sono accessibili alle persone cieche”, precisa Bottone. È in preparazione anche una versione da 20 minuti coi sottotitoli in inglese, che il 5 giugno sarà presentata al Consiglio regionale del Veneto. 

Bottone, nata nel 1985, aveva già realizzato un documentario sul tema dell’accessibilità insieme alla collega Valentina Bazzan, che per muoversi deve usare una sedia a ruote: “Vorrei ma non posso: quando le barriere architettoniche limitano i sogni”. “Quando Roberta Mancini [presidente di Unione italiana ciechi e ipovedenti di Verona, ndr] mi ha proposto di realizzarne uno sulle persone con disabilità visiva, all’inizio ero restia – racconta – perché ci sono molti documentari sul tema della disabilità in generale, finalmente se ne parla di più. Non volevo fare l’ennesimo documentario sulla cecità... Documentandomi, mi sono accorta che mancava un focus su disabilità e lavoro. Allora mi sono concentrata sulla disabilità visiva, ma ho cercato di allargare il tema ai pregiudizi che non permettono nemmeno di arrivare al colloquio conoscitivo dentro un’azienda o un ente, perché si pensa ancora che la persona con disabilità non possa esserci al 100 per cento o che ci sia un costo elevato per acquistare attrezzature e tecnologie che le permettano di accedere e fare il lavoro che fanno gli  altri colleghi”. 

Protagonisti del film, realizzato col sostegno di Fondazione Giorgio Zanotto di Verona, sono il sindaco di Cuneo Federico Borgna, la diversity engagement partner di Ibm Consuelo Battistelli, l’ex centralinista della Banca d’Italia Carlo Carletti, il consulente di tecnologie assistive dell’Istituto Cavazza Michele Landolfo e la responsabile del recupero crediti di una filiale Unicredit Gabriella Ferri. “Come hanno dimostrato loro, possono fare esattamente le stesse mansioni dei colleghi che non hanno disabilità visiva. Chiaro che non si potrà più guidare un’auto, ma per il resto, con gli strumenti adatti, non ci sono problemi: bastano tool come una barra braille, un documento cartaceo scansionato e letto con la sintesi vocale...”. Gli stessi strumenti che potrebbero aiutare, a scuola, gli insegnanti di ragazzi che stanno perdendo la vista: “Basta conoscerli”, sottolinea Bottone, che, nella fase di preparazione del film ha parlato con tante persone, anche studenti che le hanno raccontato la difficoltà, senza strumenti adeguati, di leggere i testi scolastici e svolgere le verifiche. “Ho capito che c’era un tabù”, spiega la regista, “si pensa sia un costo, anche in termini di risorse umane, in realtà quando ci sono gli strumenti adatti serve lo stesso tempo speso per l’inserimento delle altre persone. È semplice, basta saperlo!”. 

Oltre alle storie positive di chi “ce l’ha fatta”, “Ritratti” lascia immaginare in controluce le difficoltà di chi ancora fa fatica a “passare ad altre mansioni” oltre a quelle che tradizionalmente sono state assegnate ai ciechi e ipovedenti. “Per l’inserimento lavorativo dei ciechi erano stati istituiti un albo per centralinisti, uno per massaggiatori. Oggi sarebbe interessante per le persone che hanno un altro titolo di studio o altre aspirazioni potersi dedicare anche ad attività diverse”. Nel documentario le loro vite non sono quelle di “super eroi”, la loro esperienza è quella di chi ha “dovuto affrontare un cambiamento importante” e ha dimostrato le proprie reali capacità, a se stesso prima di tutto. “Mi auguro veramente che questo video possa raggiungere sia le persone con disabilità visiva ma soprattutto l’altra metà del cielo”, ha scritto sul suo blog Bottone. “Vorrei che andasse oltre gli addetti ai lavori, che raggiungesse, per esempio, chi seleziona il personale nelle aziende, negli enti, i sindacalisti”, spiega la giornalista, augurandosi che sia utile a chi, nel mondo del lavoro, si trova a scontrarsi con gli stereotipi in cui si è imbattuta.  

Dopo l’anteprima nella sua città, il 23 maggio alle 18 nella sala Convegni della Banca Popolare di Verona - Banco BPM, in via Cosimo 10, nel mese di giugno il film sarà diffuso online, sul canale Vimeo di Alessia Bottone. (Benedetta Aledda) 

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