4 agosto 2020 ore: 10:46
Immigrazione

Apre a Lesbo il "ristorante della solidarietà" per i profughi

La Comunità di Sant'Egidio presente nell'isola greca con i suoi volontari ha ottenuto che ogni giorno almeno 300 profughi possano uscire dal campo per partecipare alle attività organizzate per grandi e bambini

ROMA - Si è aperto con una grande festa per l'Aid el Adha - una cena tradizionale a base di agnello - il primo "ristorante solidale" di Sant'Egidio per i profughi che "sostano", a volte da anni, nell'isola greca. Circa 350 persone - per lo più famiglie con bambini molto piccoli provenienti dall'Afghanistan, dall'Iran, dalla Siria - hanno ricevuto il permesso di uscire dal campo profughi di Moria, dove vige un severo lockdown da alcuni mesi, per partecipare alla cena. Lo racconta la Comunità di Sant’Egidio che, nel mese agosto, sarà nell’isola greca con oltre 150 volontari, provenienti da diversi Paesi europei, che si alterneranno in una “vacanza alternativa” con attività dedicate ai profughi residenti. La Comunità ha ottenuto che ogni giorno almeno 300 profughi possano uscire dal campo per partecipare alle attività organizzate dai volontari.

È stato allestito un antico frantoio, una grande costruzione di pietra di fronte al mare, dove, oltre alle cene, si terranno anche il corso di inglese per gli adulti e le attività di Scuola della Pace per i bambini. “Tutto si svolge nel rispetto rigoroso delle norme anti-Covid, ma in un clima davvero festoso: - si legge in una nota  - la gratitudine visibile sul volto dei profughi - molti dei quali chiedono di aiutare e collaborano al servizio, indossando con orgoglio la pettorina azzurra con il logo di Sant'Egidio - aiuta a superare le barriere linguistiche”.

A Lesbos, ricorda Sant’Egidio, ci sono attualmente circa 15 mila profughi, molti dei quali "intrappolati" nell'isola da anni, che vivono in condizioni drammatiche nei campi formale e informale di Moria. “Molte Ong hanno interrotto le attività e lasciato l'isola negli ultimi mesi, mentre si sono moltiplicati gli episodi di intolleranza e le violenze nei loro confronti. – spiega l’organizzazione - Anche per questo la presenza di Sant'Egidio, segno di una fedeltà che parla di stabilità a vite drammaticamente instabili, è anche un invito alla speranza”.

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