28 luglio 2015 ore: 16:24
Economia

Autismo, mutuo aiuto tra madri: start up aiuta nel mondo del lavoro

buone prassi a confronto: è la start up ideata dall'Associazione nazionale persone autistiche Toscana, che sta mettendo in piedi una rete di sostegno tra genitori per garantire l'accesso nel mondo del lavoro

Roma - Mamme di soggetti autistici cresciuti che danno supporto ad altre mamme di bambini piccoli coinvolti nella sindrome. È la start up ideata dall'Associazione nazionale persone autistiche (Anpa Olus) Toscana, che sta mettendo in piedi una rete di mutuo soccorso tra genitori per garantire l'accesso nel mondo del lavoro. È un esempio di 'buone prassi nell'autismo' ed e' stata presentata oggi al convegno in Senato. "Apriremo come Anpa Toscana un appartamento in cui avere un luogo 0-18 di terapia, confronto e condivisione- aggiunge Virginia Bruno, presidente- in aggiunta vogliamo dare vita anche ad una biblioteca specifica su autismo e disabilita'".

Virginia Bruno e' un tutor Aba, ma non lavora solo con l'Analisi applicata del comportamento. "Come Anpa Toscana abbiamo creato un lavoro di e'quipe multidisciplinare e proponiamo anche la comunicazione facilitata. Io, personalmente, mi occupo di ragazzi adolescenti, voglio dare loro le basi per diventare 'un adulto autistico'".

Le famiglie sono "lasciate completamente sole dalla diagnosi allo sviluppo effettivo del bambino- aggiunge Costanza Dore, psicologa e logopedista- non parliamo solo di genitori, ma anche di fratelli e sorelle. Poi esiste il contesto scolastico, insomma bisogna lavorare sulla progettualita'. I soldi non ci sono ed e' importante creare delle realta' integrative".

Dal 15 giugno al 15 settembre "questi minori in genere sono inseriti nelle colonie - continua la psicologa - ma se i soldi mancano sono inseriti nelle famiglie. Spesso la mamma di un figlio autistico viene espulsa dal lavoro perché deve seguire il bambino". L'intervento sulla famiglia "e' fondamentale. Bisognerebbe insegnare alle mamma come gestire le crisi e le stereotipie, piuttosto che a dire basta. Le stereotipie - conclude Bruno- sono sempre segnali di qualcosa, espressione di un bisogno". (DIRE)

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