11 luglio 2020 ore: 08:00
Disabilità

Con il PizzAutobus l'inclusione è servita a domicilio

Sta per partire l'avventura in food truck di un gruppo di giovani pizzaioli autistici. Una nuova sfida per il progetto di lavoro e inclusione partito tre anni fa alle porte di Milano. Anche senza il furgone, hanno cucinato pizze in oltre 120 località in Italia. “Non ci piangiamo addosso. Andiamo a fare cose buone e piacevoli”. 

MILANO – Altro che food delivery. Loro ti portano sotto casa, nel cortile, in piazza o nel parco tutta la pizzeria. PizzAutoBus è il food truck gestito dai ragazzi autistici di PizzAut, progetto nato tre anni fa per creare lavoro e inclusione. Il Covid-19 ha fermato i lavori di costruzione della pizzeria a Cassina de' Pecchi. Ma i ragazzi, i genitori e i volontari di PizzAut non si sono persi d'animo e hanno deciso di accelerare sul loro secondo progetto, ossia il food truck. Che è arrivato, grazie al contributo della Fondazione di Comunità di Milano, pochi giorni fa. “Per la pizzeria vera e propria se ne riparlerà a settembre o ottobre, in base anche alla situazione sanitaria legata al Covid-19”, spiega Nico Acampora, fondatore e anima instancabile di PizzAut. Ha già una lunga lista di persone, aziende, circoli e associazioni che vogliono organizzare una serata con la presenza dei ragazzi di PizzAut e il loro food truck.

Anche senza food truck, in tre anni PizzAut ha girato tutta l'Italia (eccetto la Sardegna). “Ci hanno chiamato in oltre 120 località per serate in cui mangiavamo le pizze cucinate dai nostri ragazzi e si parlava di inclusione”, racconta Nico Acampora. Oggi lo staff di PizzAut conta 10 pizzaioli autistici, un educatore (che fa anche il cameriere), un cuoco e un aiuto cuoco. Non si contano gli articoli e i servizi televisivi dedicati ai ragazzi. E poi il grande pubblico ha potuto conoscerli grazie alla partecipazione al programma “Tu si que vales” su Canale 5. Oggi PizzAut è un marchio registrato. “Il nostro obiettivo è creare un franchising -aggiunge Nico Acampora-. L'aspetto importante è che almeno il 70% del personale deve essere autistico”.

Finora PizzAut ha potuto contare anche sulla generosità di tante persone, raccogliendo con il crowdfunding oltre 90mila euro. La pizzeria a Cassina de Pecchi ospiterà anche l'AutAccademy, per la formazione professionale dei giovani autistici. Perché l'idea, da cui tutto è partito, è che ogni persona può trovare il suo posto nel mondo. “Abbiamo studiato quali sono le mansioni che un giovane autistico può svolgere in una pizzeria -sottolinea Nico Acampora-. Può, per esempio, preparare l’impasto, oppure condire le pizze, può riuscire ad infornare. Insomma c’è spazio per loro”. Nico Acampora e i ragazzi pizzaioli sono stati anche in Senato. La ricetta di PizzAut tutto sommato è semplice: “Non ci piangiamo mai addosso. Forse è per questo che tutti ci chiamano: andiamo a fare cose buone, belle e piacevoli. Cerchiamo di essere coinvolgenti, senza essere banali”. (dp)

© Copyright Redattore Sociale