19 gennaio 2021 ore: 17:09
Società

Etiopia, i tigrini in Italia: i media ci ascoltino, raccontino la guerra

I giovani della diaspora denunciano i lutti del conflitto con l'avanzata dell'esercito federale di Addis Abeba. "Serve più attenzione, è in atto un genocidio"

ROMA - "Sono passati quasi tre mesi da quell'orrendo giorno del 4 novembre, che segna l'ultima volta che abbiamo avuto notizie di molti nostri famigliari". Inizia cosi' l'appello che i Giovani tigrini italiani trasmettono in una nota indirizzata alla stampa, denunciando i lutti del conflitto nella regione settentrionale del Tigray, in Etiopia, con l'avanzata dell'esercito federale di Addis Abeba e la decisione di tagliare le comunicazioni in tutta l'area.

"I social media e la ricerca di contatti con la stampa- scrivono ancora i Giovani tigrini- sono l'unico strumento che abbiamo per poter trovare informazioni preziose e vitali per darci la forza e la determinazione di portare alla luce quanto sta accadendo".

I racconti dei profughi arrivati in Sudan "sono terrificanti. È in atto un genocidio contro i tigrini. Purtroppo non abbiamo il numero accertato e ufficiale delle vittime a causa del blocco della libera informazione. Milizie della regione dell'Amhara, confinante con il Tigray, stanno combattendo insieme all'esercito federale".

Nell'appello si legge: "Noi, Giovani tigrini italiani, proponiamo ai media di raccontare le nostre testimonianze, opinioni e di fornire molte altre informazioni che abbiamo reperito su questa guerra". Secondo i Giovani tigrini, in Etiopia e' in corso "una tragedia umanitaria che rischia di assumere dimensioni globali". (DIRE)

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