9 luglio 2015 ore: 14:06
Non profit

Riforma del terzo settore verso l’arrivederci a settembre

Ingorgo di provvedimenti in Commissione Affari Costituzionali al Senato, che pianifica la discussione sulle riforme istituzionali e tiene aperta solo una porticina stretta per l’esame della riforma sul non profit. Termine per presentare gli emendamenti spostato al 21 luglio, il rinvio a dopo l’estate sembra molto probabile

ROMA – Non è ancora un “arrivederci a dopo l’estate”, ma ci assomiglia molto. La legge delega di riforma del terzo settore continua a sgomitare nel traffico caotico della Commissione Affari costituzionali del Senato, particolarmente oberata di lavoro in questi ultimi 30 giorni prima della pausa estiva: una situazione che giorno dopo giorno fa crescere le probabilità che l’esame del testo slitti a settembre. Certo, in teoria il tempo e lo spazio per analizzare il provvedimento entro il 6 – 7 agosto ci sarebbero ancora, ma un conto è la teoria, un conto è la realtà.

In questo senso, gli ultimi fatti, e sono almeno due, parlano chiaro. Il primo è lo spostamento in avanti del termine ultimo per la presentazione degli emendamenti: lo scorso 24 giugno, quando su proposta del relatore, il senatore Pd Stefano Lepri, fu adottato il testo base, era stato deciso di dare tempo ai parlamentari fino ad oggi, 9 luglio, ma tale data nei giorni scorsi è stata prorogata di quasi due settimane. Il nuovo termine per depositare le proposte di modifica al testo è fissato per le ore 13 di martedì 21 luglio. Una richiesta in tal senso era stata avanzata soprattutto dalle opposizioni, che avevano chiesto più tempo per la formulazione degli emendamenti.

Il secondo fatto, per certi versi ancora più rilevante del primo, risale alla serata di ieri, quando la Commissione Affari Costituzionali ha dato il via libera, a larga maggioranza, al calendario dei lavori sul disegno di legge sulle riforme istituzionali, che rappresenta senza dubbio il provvedimento dal punto di vista politico più delicato al momento all’esame della Commissione presieduta da Anna Finocchiaro. Con i voti contrari del Movimento Cinque Stelle e del senatore Mario Mauro (Gal), è stato deciso che la discussione generale sulla ddl che riforma la seconda parte della Costituzione (al cui interno c’è tutta la partita dell’abolizione del Senato elettivo) prenderà il via in Commissione Affari costituzionali martedì 14 luglio: da quel momento ci saranno poco più di due settimane di spazio (nel corso delle quali dovrebbero esserci anche delle audizioni informali) prima dell’inizio delle votazioni sugli emendamenti. Il termine ultimo per la loro presentazione è stato fissato al 31 luglio, il che significa – come ha spiegato la stessa presidente Finocchiaro - che “i primi voti in commissione ci saranno nella prima settimana di agosto”. Quindi, a meno di improbabili “miracoli”, solamente a settembre il ddl riforme istituzionali arriverà all’esame dell’Aula.

Ora, in questo incastro di date e scadenze, anche le sorti della riforma del terzo settore sembrano già scritte. Conclusa a fine giugno la fase della discussione generale e delle audizioni, il prossimo passo è proprio quello delle votazioni sugli emendamenti, che evidentemente non potranno iniziare prima del 21 luglio, termine fissato appunto per la loro presentazione. Calendario alla mano, ci sono solo una decina di giorni a disposizione: dal 22 luglio fino a fine mese, visto che è assai improbabile che nella prima settimana di agosto le votazioni sul ddl terzo settore si possano accavallare con quelle del ddl riforme istituzionali. Una decina di giorni (che poi in realtà non sono più di sette, escludendo sabato e domenica) che, come segnalato sopra, non sono affatto a completa disposizione, essendo comunque previsto (al netto di altri argomenti) uno spazio per la discussione generale e per le audizioni sulla riforma della Costituzione. In definitiva, il tempo è davvero poco e la possibilità che si congeli il tutto e se ne riparli è settembre è assai gettonata. Molto dipenderà da come evolverà l’esame della riforma istituzionale e in parte anche dal numero degli emendamenti che saranno depositati sul ddl terzo settore. Per sapere qualcosa di più al riguardo però occorrerà aspettare ancora un paio di settimane.

Quel che ormai è inoppugnabile è che, quand’anche la Commissione Affari Costituzionali riuscisse con un’accelerazione improvvisa ad esaminare il testo che riforma il terzo settore, non ci sono comunque i tempi perché il provvedimento arrivi in Aula al Senato per la sua approvazione. Il che significa che, comunque vada, a ben vedere, un “arrivederci a settembre” c’è l’abbiamo già. Che questo sia un bene o un male, lo scopriremo più avanti  (ska)

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